Via alla rivoluzione urbanistica "Meno palazzoni e più fotovoltaico"

L’assessore Laudani: "Ok ai pannelli anche in centro. L’unico limite sarà per gli stabili vincolati". E sulle altezze, arrivano nuovi criteri: "Ma si potrà derogare se si costruirà edilizia sociale pubblica".

Via alla rivoluzione urbanistica  "Meno palazzoni e più fotovoltaico"

Via alla rivoluzione urbanistica "Meno palazzoni e più fotovoltaico"

di Rosalba Carbutti

La rivoluzione urbanistica è in arrivo. Il testo della variante al Pug, Piano urbanistico generale, è stato approvato dalla giunta. A settembre si passa alla fase di confronto con i cittadini, poi tra febbraio e marzo 2024 si dovrebbe arrivare al traguardo. Ma che cosa cambia? E, soprattutto, come cambierà la città? Raffaele Laudani, assessore all’Urbanistica, va oltre ai tecnicismi e riassume così la Bologna che verrà: "Risponderà ai bisogni delle persone, prima di tutto. E sarà in linea con gli obiettivi del nostro mandato". Sarà, quindi, difficile che spunteranno mega palazzoni come alla Due Madonne. In sintesi: quando si valuterà l’altezza degli edifici, l’amministrazione vorrà "governarla".

Assessore, la variante al pug che cosa comporterà?

"L’obiettivo è sintonizzare il più possibile il Pug agli obiettivi e alle priorità del mandato, dalla città della conoscenza alla città 30, fino alla rigenerazione urbana e al piano per l’abitare. Infine, voglio ricordare una novità di metodo. La proposta di nuova ’variante’ è stata il frutto di un confronto lungo diversi mesi con ordini e associazioni di categoria. Molte delle nuove misure vengono da loro proposte".

Seguendo questi assunti, come si svilupperà la città?

"Un esempio, pensando agli interventi inerenti alla neutralità climatica, è l’incentivazione del fotovoltaico. Si potranno installare pannelli sui tetti del 92-95% degli edifici cittadini, pubblici e privati. In pratica, se prima si potevano collocare nel 70% circa degli edifici, ora si ha la possibilità di installarli in quasi tutta la città".

Quali saranno i vincoli?

"Si allarga la possibilità d’installare pannelli fotovoltaici in tutte le zone della città, centro compreso. L’unico limite è per gli gli edifici di interesse storico e architettonico, che coincidono quasi interamente con quelli vincolati e quindi sottoposti a valutazione della sovraintendenza".

La Bologna del futuro si svilupperà in altezza come altre città italiane ed europee?

"Si potrà certamente andare in altezza, ma con nuovi criteri per garantire maggiore ritorno pubblico e armonia con il contesto circostante. Nelle zone con edifici con altezze omogenee introduciamo un limite all’altezza dell’eventuale nuovo edificio. In pratica, si potrà sì costruire seguendo un criterio affine a quello già in vigore nel centro storico: la nuova costruzione potrà essere più alta al massimo di un piano rispetto allo stabile vicino più alto".

Nessuna deroga prevista?

"Sì. Il limite d’altezza si può superare se si sceglie di costruire edilizia residenziale sociale, che non viene computata nel calcolo della superficie utile che influisce sull’altezza dell’edificio".

Nelle zone, invece, dove non ci sono altezze omogenee, specie in periferia, varrà sempre lo stesso criterio?

"In quel caso, faremo valere un nuovo criterio di densità, pari a 2,2 metri cubi per metro quadrato. Anche in questo caso, però, se si procede con l’edilizia sociale, si prevedono significativi incentivi volumetrici".

Per chi costruisce edilizia sociale, quindi, si avrà la possibilità di costruire palazzi più alti e di maggior volume?

"Sì. In pratica per ogni metro quadro aggiuntivo di Ers, si garantiscono due metri quadri di edilizia libera in più. Inoltre prevediamo anche la possibilità di trasferire l’obbligo di Ers monetizzandolo in un fondo per l’edilizia sociale con cui l’amministrazione farà interventi abitativi nelle aree di sua proprietà. Oppure si potrà affidare al Comune la gestione dell’Ers".

Non teme che tra indici di densità e altezze ridimensionate ci sarà una sollevazione da parte di alcune categorie?

"In realtà funzionava così fino al 2007. E non mi pare che non si sia costruito... Con questi interventi sul Pug, a diminuire sarà la rendita fondiaria. E se il valore delle aree sarà inferiore, chi investirà potrà contare su un costo di acquisto più basso. Più in generale, queste misure hanno come obiettivo di riequilibrare lo sbilanciamento degli ultimi anni in favore degli interventi edilizi, che sono piccoli e non producono molto ritorno pubblico e sociale, a vantaggio delle ristrutturazioni urbanistiche e degli accordi operativi, che garantiscono numeri più alti in termini di alloggi nuovi e maggiore qualità urbana".

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