Villa Pallavicini, sfratto eseguito. Adesso l’edificio verrà restaurato

Al sesto tentativo l’immobile, di proprietà di Invimit Sgr Spa, è stato liberato: c’erano ancora 20 inquilini. L’intervento in via Martelli con più squadre delle forze dell’ordine in ausilio all’ufficiale giudiziario .

Villa Pallavicini, sfratto eseguito. Adesso l’edificio verrà restaurato
Villa Pallavicini, sfratto eseguito. Adesso l’edificio verrà restaurato

Alla fine, lo sfratto di villa Gandolfi Pallavicini è stato eseguito. Ieri mattina, l’ufficiale giudiziario, accompagnato dagli operatori del Pris e con l’ausilio della forza pubblica, al sesto tentativo dallo scorso ottobre, è riuscito a ottenere la liberazione dell’immobile. Le operazioni, alla presenza di diverse squadre del Reparto mobile della polizia e dei carabinieri, sono iniziate nella prima mattina con via Martelli e via Pallavicini cinturate da un nutrito numero di agenti e militari.

All’interno dello stabile, dove alloggiavano diverse famiglie straniere, erano rimaste una ventina di persone che ieri sono state fatte uscire e, chi non aveva soluzioni abitative, è stato affidato al Pris. Nella strada sono arrivati anche un gruppetto di attivisti dei collettivi, che sono rimasti a osservare la situazione, rimasta comunque tranquilla per tutto il tempo necessario a completare lo sfratto.

Si tratta dell’epilogo di una vicenda iniziata lo scorso anno, per un contenzioso aperto tra la società Invimit Sgr Spa, società partecipata da Inail, proprietaria dell’immobile, ed Efei, ente di formazione che aveva in gestione la villa e che aveva affittato alcuni locali a scopo abitativo. Nell’ottobre scorso gli inquilini della villa avevano ricevuto l’avviso di sfratto, per permettere l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione della villa seicentesca, che nel 1770 aveva ospitato per alcuni mesi anche un quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart.

Lo scorso ottobre c’era stato già un tentativo di sfratto, ma i residenti, in picchetto con gli attivisti di Plat e il sindacato Si Cobas, erano riusciti a far rimandare l’esecuzione. Fino a ieri, quando la questione si è conclusa e gli accessi sono stati messi in sicurezza per evitare eventuali occupazioni

Nicoletta Tempera

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