Baraldi lancia la Virtus. "Scudetto, sarà ancora una sfida con Milano Milos? Felici dei nuovi»

Il ceo bianconero sugli obiettivi: "Migliorare in Eurolega e vincere la Coppa Italia". Sul mercato: "I tifosi hanno capito l’addio di Teodosic. Ora puntiamo sul gruppo". Oggi parte la campagna abbonamenti: "Prezzi pensati per agevolare le famiglie".

"Scudetto, sarà ancora  una sfida con Milano  Milos? Felici dei nuovi"
"Scudetto, sarà ancora una sfida con Milano Milos? Felici dei nuovi"

di Massimo Selleri

La Virtus apre oggi la sua campagna abbonamenti. Dal punto di vista del numeri questo è il primo test che il club deve affrontare essendo un indicatore preciso di quanto i tifosi gradiscano la nuova squadra. "Pareggiare le cifre della passata stagione – spiega il ceo Luca Baraldi – sarebbe già un successo. In questi anni stiamo registrando un aumento della passione tra i giovani ed è per questo che mi aspetto un incremento importante soprattutto in gradinata anche se siamo consapevoli del momento non semplice che stiamo vivendo dal punto di vista economico".

Baraldi, avete messo in campo una serie di agevolazioni che riguardano soprattutto le famiglie. Come mai?

"Abbiamo sempre pensato alla Virtus come una grande famiglia e per questo abbiamo ritenuto fosse giusto sviluppare questo valore. La passione non è solo un qualcosa che si trasmette, ma è anche un qualcosa che si condivide soprattutto a livello familiare e le formule che abbiamo trovato sicuramente facilitano questa compartecipazione".

Avete avuto anche un occhio di riguardo per i vecchi abbonanti soprattutto nelle fasce più economiche.

"Il fatto che ci siano molti giovani che si stanno avvicinando alla squadra ci dà l’idea che ci saranno più presenze in gradinata e allo stesso tempo volevamo anche riconoscere un merito a chi ci ha dato sempre fiducia. Sono anche convinto che per pagare il proprio abbonamento verrà utilizzata maggiormente l’opzione del finanziamento con il tifoso che non ha nessun onere dato che gli interessi sono a carico della Virtus".

Ogni squadra ha un compito da svolgere. Quali obiettivi avete consegnato alla nuova Segafredo?

"Credo che in campionato resterà il dualismo tra noi e Milano e che questa sarà anche la prossima finale scudetto. Per la verità ci sono tante squadre che stanno crescendo, ma almeno sulla carta chi fa l’Eurolega sembra ancora avere un passo in più. In Europa vogliamo migliorare il 14simo posto della passata stagione, sapendo che arrivando decimi si possono disputare i Play-In grazie ai quali si possono disputare i playoff".

Nessun pensiero alla Coppa Italia?

"Per noi è un trofeo importante perché l’unico che manca alla gestione del dottor Zanetti. Vogliamo provarci anche quest’anno sapendo che il nostro presidente se lo merita anche per la vicinanza che ha sempre dimostrato nei confronti dell’ambiente".

Pensa che sia già stata elaborata del tutto la partenza di Teodosic?

"I nostri tifosi hanno capito che era giusto che le cose andassero in questo modo. Milos voleva tornare a casa e chiudere la sua carriera e noi lo abbiamo lasciato andare senza tentare di ostacolare questa sua scelta".

Il vostro è stato un mercato dove non ci sono stati ’top player’ in arrivo o dove appositamente avere preferito mantenere un profilo basso?

"Non abbiamo ingaggiato profili bassi. Abbiamo, però, spostato l’attenzione dal singolo giocatore alla squadra nel suo complesso. Per lo più sono stati ingaggiati giocatori che hanno già alle spalle un’esperienza di Eurolega e che sono venuti qui per crescere ulteriormente".

Tra i nuovi volti, il ceo Baraldi su chi punta?

"Su tutti perché abbiamo portato a Bologna i giocatori che ci interessavano. Polonara lo cercavamo da anni e finalmente siamo riusciti a metterlo sotto contratto, Smith avrà uno spazio importante e lo sfrutterà, Dobric è un ottimo elemento e in quella posizione ci consentirà di fare un salto di qualità importante e Cacok in Spagna viene considerato un vero ’crack’ e con noi penso che avrà la possibilità di affermarsi anche in Eurolega".

Resta aperta la questione Lundberg. Qual è lo stato dell’arte?

"Stiamo dialogando. Lui è un ragazzo molto serio che vorrebbe restare alla Virtus ora che ha risolto i problemi fisici. Noi lo consideriamo un buon giocatore e se non spunteranno offerte importanti rimarrà qui. A quel punto verificheremo se ci sono i presupposti per allungare ulteriormente la sua permanenza".

In questa stagione guardate più ai risultati del maschile o a quelli del femminile?

"A entrambi. Con le ragazzi ci piacerebbe vincere un titolo, e magari fosse lo scudetto, con gli uomini siamo tutti messi alla prova. Abbiamo fatto una scelta ben precisa e adesso ci aspettiamo che i giocatori trovino una chimica e si trasformino in una squadra dove le responsabilità sono più distribuite".

Nel vostro progetto l’impianto era un fattore fondamentale, ma ora le cose sono cambiate. Che cosa è successo?

"Non è proprio così. E’ vero che non faremo più parte della proprietà della nuova arena, ma resteremo comunque nella gestione. E’ un passaggio che abbiamo condiviso con Bologna Fiere e che abbiamo ritenuto opportuno, ma la Segafredo Arena resta sempre la casa della Virtus. In pratica è più un problema di forma che di sostanza".

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