Gran Bologna, Saputo di fronte a un bivio. Con l’Europa può tenere i big e rifare la storia

Due le opzioni per Joey: aprire un ciclo stile Atalanta o restare nella dimensione attuale. Dalla scelta dipende molto del futuro di Motta

Gran Bologna, Saputo di fronte a un bivio. Con l’Europa può tenere i big e rifare la storia
Gran Bologna, Saputo di fronte a un bivio. Con l’Europa può tenere i big e rifare la storia

L’ultima volta che Saputo si è sbilanciato per fissare un obiettivo tecnico appare quasi preistoria. Giugno 2022, presentazione a Casteldebole di Giovanni Sartori: "Quest’anno puntiamo a fare 52 punti", disse il patron, che quel giorno non poteva certo sapere che di lì a qualche mese al posto di Mihajlovic sarebbe arrivato ‘Mago’ Motta e che i 52 punti, dopo un avvio di stagione soffertissimo, a maggio sarebbero diventati addirittura 54 con un nono posto da record a queste latitudini. Letti col senno di poi, e alla luce del quinto posto di oggi, quei cinquantadue punti sembrano obiettivi di limitato respiro. Ma alle spalle c’erano sette anni di soporifero anonimato e nemmeno Saputo poteva avere la certezza che portare a Casteldebole nel giro di tre mesi prima Sartori e poi Motta avrebbe fatto decollare il suo Bologna. Ora la palla passa di nuovo a Joey: un proprietario che in questi anni ha speso tanto, più o meno 270 milioni, accontentandosi sempre di tranquille salvezze.

Adesso che finalmente ha per le mani un Bologna che è la squadra rivelazione del campionato e sprizza potenziali plusvalenze da tutti i pori Saputo deve decidere che cosa fare da grande: passare all’incasso a giugno con i pezzi pregiati della collezione alimentando con i ricavi la caccia a nuovi talenti di Sartori e Di Vaio o trattenere molti dei pezzi da novanta e affidare a Motta le chiavi di un Bologna attrezzato per affacciarsi in Europa e in grado di aprire un ciclo in stile Atalanta? Di certo mettere piede in Europa a maggio costituirebbe un argomento decisivo per stimolare le ambizioni di Joey, che a quel punto potrebbe mettere sul piatto di Thiago, fin qui silente di fronte all’offerta di allungamento del contratto, l’allettante prospettiva di crescere insieme con un percorso professionalmente più appagante. Ma il campionato finisce a maggio, mentre la partita per il rinnovo contrattuale dell’allenatore necessariamente deve avere un orizzonte temporale più breve. In fondo anche Thiago attende risposte da Saputo: vuole sapere se le intenzioni di proseguire nel solco dell’ultimo mercato siano concrete e insieme avere la certezza che il pode®roso scatto in avanti di club e squadra non siano state figlie di una congiuntura estemporanea.

Nell’attesa è vietato stupirsi se tutto il calcio che conta corteggia la meglio gioventù di Casteldebole. Zirkzee è entrato stabilmente nel mirino del Milan, ma se continua di questo passo è impossibile immaginare che non rientri anche nei piani del Bayern, che in caso di uscita del ragazzo da Casteldebole avrebbe la precedenza. Ferguson, che invano Motta cerca di nascondere, ingolosisce la Juve nonché alcuni club di Premier. Quanto a Calafiori, la sua esplosione a giugno inevitabilmente ingrosserà la lista delle pretendenti. C’era una volta e c’è ancora (accade dai tempi della cessione di Savoldi al Napoli, estate 1975) il Bologna in versione ‘supermarket’ delle big. Ma se Saputo vuole adesso può cominciare tutta un’altra storia.

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