Kolyvanov e quel gol al Verona: "Iniziò così la mia favola rossoblù"

"Mi piace il Bologna, pare di essere tornati indietro di trent’anni. E mando un abbraccio a Ulivieri"

Kolyvanov e quel gol al Verona: "Iniziò così la mia favola rossoblù"

Kolyvanov e quel gol al Verona: "Iniziò così la mia favola rossoblù"

"Pronto Igor, dove sei?". "Sono in Turchia". "Cosa ci fai in Turchia?". "Sono in ritiro con...". E qui l’ex funambolo del Bologna di Ulivieri e Mazzone spara una sequenza cacofonica improbabile come il Bologna di Pippo Inzaghi: "Tekstilšcik!". Che in libera traduzione è: la squadra degli operai tessili. Il Tekstilšcik milita nella serie C russa e a maggio Igor Kolyvanov festeggerà i due anni di panchina alla guida del club di Ivanovo, città di 430 mila abitanti che sorge a trecento chilometri a est di Mosca. Che ci azzecca Kolyvanov con Bologna-Verona? Semplice: il suo primo gol in rossoblù lo Zar di Mosca lo segnò proprio al Verona, quasi trent’anni fa, il 15 settembre 1996 al Bentegodi, alla seconda giornata di campionato, nel Bologna di Gazzoni che si era appena riaffacciato in serie A.

Kolyvanov, bei ricordi.

"Sì. Torrisi fa un lancio lungo dalla nostra area, io lascio rimbalzare il pallone, mi giro e col sinistro calcio verso la porta di Gregori: rivedendolo, un gran bel gol".

Non male anche il raddoppio di Nervo.

"Azione quasi uguale: ma lì è stato bravo Carlo a fare un bel pallonetto al volo".

Diapositive di un Bologna che due anni dopo, con lei in campo, sarebbe arrivato fino alla semifinale di Coppa Uefa con Marsiglia. Oggi il Bologna di Motta può rifare quel percorso?

"Questo non lo so. Però vedo che questo Bologna gioca un bellissimo calcio, che fa entusiasmare i tifosi e fa sognare a tutti l’Europa: mi sembra di essere tornato indietro di trent’anni. Conosco quell’atmosfera, Bologna mi è rimasta nel cuore".

Lo sa che Ulivieri è in ospedale a combattere con un problema di salute?

"So tutto in tempo reale di quello che accade in Italia, perché coi ragazzi di quegli anni abbiamo un gruppo su whatsapp dove ci teniamo aggiornati. Al mister mando un abbraccio fortissimo".

Si dice che una squadra sia lo specchio del proprio allenatore.

"Conosco Thiago Motta per la fama di grande calciatore che è stato: evidentemente è molto bravo a trasmettere le sue idee di gioco".

Lo fa anche lei al Tekstilšcik?

"Sì. Io ero un attaccante e oggi faccio un calcio molto offensivo. A me piacciono le squadre aggressive, che puntano la porta. Poi, si sa, nel calcio di oggi gli undici attaccanti, dieci senza il portiere, devono essere anche undici difensori".

E il modulo?

"Davanti gioco con i tre attaccanti, come ai tempi di Renzaccio".

E quando i suoi calciatori vengono sostituiti li costringe a fare una capriola per dimostrare che escono felici?

"No, quello poteva farlo solo Ulivieri (sorride, ndr)!".

Com’è allenare in Russia?

"Stare sul campo per trasmettere qualcosa ai miei ragazzi mi diverte. Siamo in quella che in Italia sarebbe la serie C, ma l’obiettivo è la promozione. Adesso siamo in ritiro ad Antalya, in Turchia: il campionato comincia a marzo".

L’idea di allenare in Europa?

"Chi lo sa. Adesso, per tutto quello che sta succedendo, la situazione è difficile".

Magari è la volta buona che in Europa ci va il Bologna.

"Sicuro. Ma dopo così tanto tempo è normale che succedesse di nuovo".

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