Virtus, un milione di buone ragioni. Beli & co. fanno il pieno anche di tifosi

In campo la V nera vola. E l’indagine di Sport Value rivela dal 2018 un aumento dell’81% tra i fan

In totale sono un milione 46mila i tifosi della Virtus (foto Ciamillo)

In totale sono un milione 46mila i tifosi della Virtus (foto Ciamillo)

Bologna, 25 ottobre 2023 – Il momento magico della Virtus va dal campo alla vita quotidiana. Non solo il club bianconero ha vinto la SuperCoppa, è primo imbattuto in campionato e ha un ruolino di marcia invidiabile in Eurolega dove ha vinto tre partite su quattro incontri, ma risulta essere anche la squadra sportiva professionista dell’Emilia Romagna che ha il maggior bacino di appassionati a livello nazionale, davanti al Bologna Calcio e al Sassuolo.

Comanda ancora basket city

Una ricerca svolta da Sport Value di Stage Up in collaborazione con Ipsos, uno degli istituti più accreditati quando bisogna studiare il gradimento delle realtà sportive, dice che in Italia un milione e 46mila persone tifano Virtus e che il 31% di loro risiedono in regione. Il risultato è i suoi sostenitori in Emilia Romagna sono oltre 324mila e che alla domanda ’per quale squadra tifi?’ un emiliano romagnolo su 15 ha risposto la Virtus. Nella sua ricerca continuativa Stage Up ha anche scoperto che dal 2018 ad oggi, sempre a livello nazionale, i tifosi bianconeri sono lievitati dell’81% e non è un caso che questo incremento sia avvenuto nel momento in cui il presidente e proprietario della Segafredo ha rotto gli indugi ed è sceso definitivamente in pista, portando qui giocatori il cui ingaggio ha avuto un forte eco. Di sicuro far veicolare sul social personaggi come Marco Belinelli, Daniel Hackett o Milos Teodosic scatena un grande seguito e, sempre stando a questa ricerca, questi investimenti sono riconosciuti dagli appassionati, dato che il marchio Segafredo è quello più identificato dai propri tifosi.

In questa partenza a razzo della squadra anche Zanetti e il suo staff, vale a dire il ceo Luca Baraldi e il direttore generale Paolo Ronci, hanno i loro meriti. Quello principale è di aver creduto agli uomini e di essersi rivelati uomini credibili. Dopo la seconda finale scudetto persa e qualche schermaglia più o meno visibile durante la stagione, probabilmente continuare a dare fiducia a senatori come Marco Belinelli e Daniel Hackett poteva essere un azzardo, ma la società ha dato loro fiducia e i due stanno dimostrando che il giorno della pensione è ancora lontano.

Allo stesso tempo quando hanno parlato con Toko Shengelia sono stati molto chiari nello spiegare che ridimensionamento non significa smobilitazione. Il risultato è che la Segafredo ha vinto il primo trofeo della stagione e che in Eurolega ha vinto tre partite consecutive. Sul cambio in panchina, con l’esonero di Sergio Scariolo e l’arrivo di Luca Banchi, tanto si è già scritto, ma quello che è certo è che oggi la squadra mette in campo uno spirito operaio e che gli avversari quando devono attaccare il canestro bianconero non hanno vita particolarmente facile.

Difetti non ne mancano, ad esempio una età media alta alla fine potrebbe essere un vero tallone d’Achille, ma la lenta e costante crescita dei singoli potrebbe coprire questo neo. Al momento l’unico giocatore insostituibile è Shengelia che in queste prime uscite ha fatto vedere la sua convinzione nel restare sotto le Due Torri.

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