Abbazia del Monte. La Bibbia di Pio VI ritorna a Cesena: "Opera preziosa"

Un raro incunabolo stampato a Venezia nel 1475 personalizzato con annotazioni e indicazioni tracciate a mano da Papa Braschi. Acquisito con l’apporto di Fondazione Carisp e Amici della Malatestiana.

Abbazia del Monte. La Bibbia di Pio VI ritorna a Cesena: "Opera preziosa"
Abbazia del Monte. La Bibbia di Pio VI ritorna a Cesena: "Opera preziosa"

Una preziosa Bibbia in lingua latina appartenuta a papa Pio VI, è appena entrata a far parte della biblioteca dell’Abbazia del Monte. Da New York, dove era finita attraverso varie vicissitudini legate alla vita di chi l’ha posseduta dopo il papa, ritorna a Cesena, città natale di Giannangelo Braschi ai cui cittadini egli avrebbe voluto destinarla insieme a tanti volumi di sua proprietà se le truppe napoleoniche e la deportazione non lo avessero impedito. Si tratta del primo incunabolo (la tecnica dei caratteri mobili inventata da Gutemberg), stampato a Venezia nel 1475 dai tipografi tedeschi Franz Renner e Nicholas da Francoforte. L’acquisizione del volume ha comportato una spesa di 20mila euro che il monastero ha affrontato per parte propria con ottomila euro, grazie a un contributo statale, con l’apporto di diecimila euro della Fondazione Cassa di Risparmio e di duemila euro degli Amici della Malatestiana.

"Claustrum sine armario est quasi castrum sine armamentario". Dom Mauro Maccarinelli, abate del Monte, fa proprio il detto latino che paragona un monastero senza libri ad un accampamento senza armi. "Sono un grande appassionato di volumi antichi e moderni - racconta a proposito di come sia venuto a conoscenza della Bibbia in questione sul mercato antiquario – e ho ricevuto un catalogo nel quale mi è balzata agli occhi la messa in vendita dell’incunabolo dalla Libreria Antiquaria Mediolanum in occasione della New York Antiquarian Book Fair 2023. Ho subito pensato che doveva tornare a Cesena, nella nostra biblioteca insieme ai già presenti sei incunaboli, le cinquecentine, un prezioso antifoniario ambrosiano del XIV secolo, ai tanti volumi: 1321 edizioni antiche per un totale di circa 2400 volumi". "Confesso – continua dom Mauro – di non avere dormito dall’emozione e di essermi messo in contatto l’indomani con la Fondazione nella speranza di essere supportato". "Non è la prima volta che la Fondazione Cassa di Risparmio – afferma il presidente Luca Lorenzi - sostiene la comunità monastica nella conservazione di un bene che appartiene alla collettività. È motivo di orgoglio sapere che di un centinio di esemplari conservati da varie istituzioni nel mondo, di cui 26 italiane, questa soltanto è l’originale del papa bibliofilo e in ottime condizioni".

"Ci si potrà domandare se valga la pena – si domanda Paola Errani, già bibliotecaria della Malatestiana e ora volontaria presso la biblioteca del Monte – fare investimenti su oggetti e libri del passato. Qui c’è un profondo valore culturale e il segno tangibile di chi ci ha preceduto. Chi ha posseduto e letto quel libro ha fatto delle annotazioni a margine e apposto ‘manicule’, un segno a forma di mano con indice alzato per evidenziare un particolare passo, e questi particolari lo rendono ancora più prezioso".