Artisti disseminano a sorpresa la città di opere in dono

Una notte dell'Epifania, un gruppo di artisti ha disseminato opere d'arte per le strade di una città. Un'idea della "blobber" Fabiola Cuccagna, per rendere l'arte accessibile a tutti e per rendere felici chi dona e chi riceve. Una caccia al tesoro con partecipanti scelti dalla sorte.

Artisti disseminano a sorpresa la città di opere in dono

Piero Romagnoli e la sua opera al Bonci

Un pacchetto regalo, graziosamente arricchito da un nastrino con un cuore rosso, se ne stava appoggiato alla vetrina chiusa di un negozio e ha attirato l’attenzione di un ignaro passante, così come un’ analoga confezione sotto cellophane ha suscitato la curiosità di una signora a spasso con Fido, che l’ha rinvenuta a terra sotto i portici della città. E così via, per altri fortunati che casualmente si sono imbattuti in quei "ritrovamenti" e che anche con qualche timore si sono avvicinati all’inaspettato dono. Perché è più facile sospettare che si tratti della dimenticanza di qualcuno, di un oggetto perduto, o magari di una burla, piuttosto che credere a un omaggio assolutamente gratuito. Di dono, in effetti, si tratta, anzi di "Arte in dono". L’insolita distribuzione di opere d’arte disseminate per il centro cittadino è un’idea della spumeggiante "blobber" Fabiola Cuccagna, quella coi capelli fucsia che fa le dirette a bordo della sua Gina (l’automobile). Al consueto motto "La Cuccagna c’è", Fabiola ha chiamato all’appello una trentina di artisti, da varie parti d’Italia. Nella notte dell’Epifania Fabiola ha coinvolto l’amico collezionista d’Arte Angelo Fusconi e come complici Piero Romagnoli, Angela Faraoni, Nadia Monti, Patrizia Malavolti, Patrizia Brunelli, Irene Crudeli. "Ci siamo trovati come di rito al Cantera – racconta Fabiola – per concertare i punti di distribuzione. Uno dei luoghi privilegiati scelto tra i primi, è stato la finestra del teatro Bonci che dà su piazza Guidazzi. Le opere come quella incorniciata e con vetro donata da Piero Romagnoli sono state messe in sicurezza, per l’opera stessa e per non recare eventuale danno a chi ci si fosse imbattuto. Una lettera accompagnatoria spiega il significato di ‘liberare l’arte’, rendendola accessibile a tutti, libera di andare per strada e di trovare un possessore casuale, magari uno che non può o non ha mai pensato di acquistare un dipinto o una scultura". E se il donare rende felice chi il gesto lo fa e chi lo riceve, l’azione diventa contagiosa. "Ad esempio – aggiunge Cuccagna – la pittrice Simona Lelli ha fatto realizzare alle sue piccole allieve un piccolo quadro ciascuna e poi hanno girato insieme per strade di Pinarella per lasciarle in dono,e. Gli amici artisti Antonio Leone e Domenico Travaglia hanno liberato le proprie sculture a Monselice e Padova". Insomma, una notte dell’Epifania che ha assunto la singolare connotazione di una caccia al tesoro, con ignari partecipanti scelti dalla sorte.