Bonci, Malosti anticipa la stagione "Ecco cosa porteremo in scena"

Il direttore di Ert, fresco vincitore del premio Franco Enriquez, parla del cartellone del teatro cesenate

Bonci, Malosti anticipa la stagione  "Ecco cosa porteremo in scena"

Bonci, Malosti anticipa la stagione "Ecco cosa porteremo in scena"

di Raffaella Candoli

Il cartellone è allestito già da giorni e il teatro Bonci è pronto per una nuova stagione sotto la guida di Ert-Emilia Romagna Teatri, che nei giorni scorsi ha visto assegnare al direttore Valter Malosti, nel corso di una cerimonia tenutasi a Sirolo, il riconoscimento 2023 del Premio Franco Enriquez per la categoria "Teatri e luoghi di spettacolo-sezione direzione artistica". "Un premio – commenta Malosti – che mi onora perché mi accomuna al grande regista scomparso nel 1980, al suo concepire il teatro senza pregiudizi, nel farne un luogo popolare, aperto, cui applicare anche il piacere della ricerca".

E in fatto di premi questo non è il solo.

"Vero, il Ministero della Cultura, pubblicando i contributi del Fondo unico per lo spettacolo, per il 2022, ha premiato ERT come primo Teatro Nazionale per dimensione d’impresa e per punteggio qualitativo e quantitativo. Ha inoltre riconosciuto il focus sulla drammaturgia fisica Carne come primo fra i 57 festival e rassegne di danza per punteggio complessivo, con il contributo più alto fra le 17 rassegne".

Ogni anno una nuova citazione fa da fil rouge al calendario. Qual è quella di quest’anno?

"Se l’anno scorso, usciti da pandemia e confinamento l’esortazione era ‘Turn and face the strange, voltati e affronta l’ignoto, dal brano Change di David Bowie, quest’anno ho scelto ‘Nuovo cielo e nuova terra’. Lo dice Antonio a Cleopatra nell’omonima tragedia di Shakespeare, alla ripetuta domanda della donna che vuol sapere fin dove si spinga il sentimento che l’uomo ha per lei. Ma lo si legge nell’Apocalisse della Bibbia e il concetto non è relativo alla fine del mondo, ma alla scoperta, alla rivelazione, la profezia. Dunque, il senso del sacro".

Se nella passata stagione la punta di diamante è stato lo spettacolo appena citato, Lazarus, con apprezzato protagonista Manuel Agnelli, per quella in avvio ci sono altre sorprese?

"Direi che il cartellone è omogeneo, e, rispetto al passato, le produzioni sono maggiormente orientate alle città e ai territori diversi su cui gravita Ert". Pubblici diversi in un territorio ristretto come quello tra Cesena, Bologna, Modena?

"Certo, ogni città ha un suo carattere, ma sarebbe bello che i pubblici si scambiassero, in un viaggio di conoscenza. Va però detto che il Bonci è l’unico all’interno di Ert-Teatro nazionale che ha una interdisciplinarità tra prosa, musica, danza e arti visive, insomma, una dimensione europea di presidio e apertura alla città. Prova ne sono le 40mila presenze su 140mila spettatori complessivi dei teatri Ert. E, con una unicità".

Quale?

"Un’attenzione anche per i piccoli che possono assistere a spettacoli con la famiglia, ma anche essere intrattenuti in maniera educativa, intanto che mamma e papà sono a teatro". Qualche anticipazione su ciò che vedremo?

"Ci sarà Pippo del Bono il 2, 3 dicembre; la Compagnia Lombardi-Tiezzi, il cui debutto in prima assoluta è atteso dall’11 al 14 aprile; Aspettando Godot di Theodoros Terzopoulos dal 18 al 21 gennaio. Riprende la tournée ‘Il Capitale - un libro che ancora non abbiamo letto’, l’indagine teatrale di Kepler- 452 sul caso della GKN, che ha portato in scena gli operai della fabbrica; sarà presentato il 7 e 8 febbraio. Accabadora, dal romanzo di Michela Murgia (Premio Campiello 2010), fa tappa qui il 4 e 5 novembre. Torna Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller, l’ultimo allestimento di Massimo Popolizio (il 18 e 19 novembre) saltato dopo la prima sera per guasto tecnico. E la presenza cara di una cesenate, la poetessa Mariangela Gualtieri".