Carburanti e trasparenza Esposti i cartelli con i prezzi medi "Clienti poco interessati"

I gestori degli impianti si sono adeguati alla nuova norma "I nostri prezzi inferiori al dato regionale e gli automobilisti sono molto più attenti ai prezzi praticati in città. L’indicazione è poco utile".

Carburanti e trasparenza  Esposti i cartelli  con i prezzi medi  "Clienti poco interessati"

Carburanti e trasparenza Esposti i cartelli con i prezzi medi "Clienti poco interessati"

di Luca Ravaglia

Ieri, mediamente, un litro di benzina venduto negli impianti della viabilità ordinaria dell’Emilia Romagna costava 1,911 euro. Lo hanno certificato i cartelli collocati in posizioni assortite all’interno delle aree di servizio di tutto il territorio, ottemperando al primo giorno di obbligo di esposizione dei prezzi medi, disposizione introdotta per tutelare gli automobilisti dalle speculazioni. Servirà? La partenza è all’insegna delle perplessità. "Si dica quel che si vuole – riflette Maria Letizia Zignani, presidente provinciale di Figisc Confcommercio, la Federazione Italiana dei Gestori degli Impianti Stradali di Carburanti – ma di certo partiamo con un dato: nell’ultima settimana, il prezzo della benzina è cresciuto di 4 centesimi. Quattro centesimi di aumento in sette giorni… alla faccia del risparmio. E’ inutile perdersi in dietrologie, ma l’impressione è che le compagnie facevano i prezzi prima e centineranno a farlo anche ora. Il ruolo del gestore in questo quadro è praticamente insignificante. Con un’aggiunta: in questo contesto tempo il rischio di innalzamento delle cifre sotto la media e invece ben pochi tagli da parte di chi è al di sopra della soglia. Vedremo cosa diranno i fatti. Intanto c’è da considerare che i gestori hanno un ennesimo compito al quale assolvere e in caso di mancata o inesatta esposizione dei prezzi rischiano sanzioni che vanno da 200 a 2.000 euro".

La disposizione non vincola a rendere il cartello visibile dalla strada, ma ne prescrive la tassativa collocazione all’interno dell’area di servizio, in una posizione che sia visibile chiaramente da chi accede per fare rifornimento. E in effetti in pochissimi hanno collocato le nuove insegne a ridosso della carreggiata. E chi lo ha fatto ha generalmente approfittato della situazione per far notare che il prezzo praticato nel proprio impianto era inferiore alla media. "Stiamo in ogni caso parlando di millesimi di euro di differenza – riflette Elga Fabbri di ‘Leone’ sulla via Romea - e in effetti il primo giorno non ho notato grande interesse degli automobilisti a riguardo. Soltanto uno si è fermato per sottolineare le differenze. Anche perché in effetti fare una media regionale non impatta tanto sulle scelte di chi si muove in città, che al limite prende in considerazione le cifre degli impianti vicini. I dati ricavati dalle medie di chi vende carburante anche in altre città non hanno molto appeal".

Visione analoga anche nell’impianto Acton sulla Secante: "I riferimenti che prendono gli automobilisti sono prevalentemente a livello cittadino. Si conoscono gli impianti che praticano i prezzi più convenienti e chi cerca il risparmio sa dove orientarsi. Questa novità non pare destinata a cambiare le cose. In ogni caso sì, l’attenzione al portafoglio è una costante, ovviamente legittima. Che però per pagare sul serio deve essere gestita al meglio. Perché macinare dieci chilometri e più per risparmiare qualche millesimo al litro non solo non serve, è anche controproducente".