Cucine a quattro ruote "Tigelle e passione, ecco i nostri piatti da mangiare... al volo"

Grazia Giacomelli e Fulvia Adamelli sono le due anime del furgone vintage ’Al volo - Gustati la vita’ che unisce la tradizione romagnola con quella emiliana.

Cucine a quattro ruote  "Tigelle e passione,  ecco i nostri piatti  da mangiare... al volo"
Cucine a quattro ruote "Tigelle e passione, ecco i nostri piatti da mangiare... al volo"

Una viene dall’Appennino bolognese, l’altra da Rimini: si sono incontrate a Borghi, la cittadina in cui risiedono entrambe da anni. È da qui che sono partite, ormai sette anni fa, Grazia Giacomelli e Fulvia Adamelli, le due anime del food truck itinerante ‘Al volo – Gustati la vita’: dal loro furgone vintage, risalente al 1969 e sapientemente ristrutturato, servono tigelle con farciture fantasiose, ispirate sia alla tradizione romagnola che emiliana, in occasione di eventi estivi e non solo.

Come vi siete conosciute?

"Grazie all’amicizia tra i nostri figli. Lavoravamo in ambiti diversi – una nell’insegnamento, l’altra nella moda – ma ci univa la passione per la cucina. C’è stato un momento, intorno al 2015, in cui entrambe ci siamo trovate in cerca di occupazione: abbiamo iniziato, così, ad accarezzare questo nuovo progetto".

La scelta è caduta sulle tigelle: un prodotto distante dall’immaginario romagnolo.

"Per spiegare il perché di questa proposta dobbiamo fare un passo indietro e parlare del furgone: l’investimento nell’acquisto e nella ristrutturazione del mezzo è stato il primo passo della nostra avventura".

Parliamo del furgone, allora.

"È un camper Citroën AY del 1969, un colpo di fulmine per noi. Benché sia stato ristrutturato, resta un mezzo che ha più di cinquant’anni, non può spingersi oltre certe distanze. Essendo il nostro raggio d’azione limitato sul territorio, abbiamo deciso di fare la differenza rispetto all’offerta prevalente in zona: le tigelle ci sono sembrate subito un’ottima alternativa".

A distanza di sette anni dall’avvio del progetto, quali sono i pro e contro di un’attività come questa?

"A prima vista, avere un food truck itinerante può sembrare un’attività più ‘naïf’ e meno impegnativa di quanto non sia, ad esempio, la gestione di un locale. Nulla di più sbagliato".

Chi crede di poter improvvisare non andrà lontano?

"Noi lavoriamo ormai 365 giorni all’anno: anche in inverno si susseguono eventi privati, matrimoni, catering aziendali, fiere. A gennaio fissiamo già l’intero calendario annuale, ma sulla programmazione pesa un punto interrogativo, destinato a diventare, probabilmente, sempre più ingombrante".

Di cosa si tratta?

"Dell’incognita meteo. È vero che si lavora anche in ambienti chiusi, ma l’attività di un food truck si esprime al meglio, per definizione, negli eventi all’aperto".

A proposito di eventi, davanti al vostro furgone si crea regolarmente una nutrita coda. Qual è il vostro punto di forza?

"Sicuramente la selezione rigorosa dei fornitori, così come l’attenzione alla provenienza e alla qualità degli ingredienti. Un ruolo importante lo gioca anche la curiosità nei confronti di un prodotto che, almeno da queste parti, è poco diffuso, piace anche ai bambini, è versatile e veloce da preparare. Insomma, si può consumare ‘al volo’!".

Maddalena De Franchis