"Ecco il nostro grido liberatorio" Il folk dei Lennon Kelly diventa punk

La band cesenate domani sera in concerto a Sorrivoli: un ritorno a casa dopo le date all’estero

"Ecco il nostro grido liberatorio"  Il folk dei Lennon Kelly diventa punk

"Ecco il nostro grido liberatorio" Il folk dei Lennon Kelly diventa punk

di Carlotta Benini

Un titolo metaforico e provocatorio per un brano che vuole essere un invito a tirare un po’ il fiato, nella frenesia quotidiana, per evitare di disperdere le energie imprecando. Nel nome di chi, poi, e per cosa? Se lo chiedono i Lennon Kelly nel nuovo singolo ‘Dove vanno a finire le bestemmie?’, uscito su tutte le piattaforme digitali il 18 agosto accompagnato da un videoclip musicale a cura di Six Studio. Un brano dove il folk cantautorale prende una decisa sferzata punk-rock, che rappresenta una nuova maturità artistica per la band cesenate, reduce da un tour per festival estivi che ha fatto tappa anche in Austria e in Germania. Domani sera alle 21.30 i Lennon Kelly tornano a suonare in casa, a Sorrivoli, fra le quattro mura di quel castello che ha visto nascere e crescere il loro sogno musicale. "È la data a cui teniamo di più - racconta il frontman della band cesenate Vasco Abbondanza -. Dopo l’alluvione, insieme a tanti amici, ci siamo rimboccati le maniche per aiutare la comunità locale. Quella di domani sarà una grande festa per tutti".

Qual è il significato del vostro nuovo singolo?

"È un grido liberatorio, nella frenetica ricerca giornaliera del tutto e subito è un invito a rallentare i ritmi e ad accontentarci di ciò che siamo per quello che siamo. Ognuno combatte le sue battaglie e ognuno di noi in fondo impreca, a modo suo: ma ci siamo mai chiesti dove vanno a finire questi sfoghi? Forse potremmo concentrare meglio le nostre energie nel ritrovare la serenità e nell’aiutare chi l’ha persa".

Dove lo avete registrato?

"Il pezzo è stato registrato e mixato dal nostro bassista Alessandro Valentini nello studio Proton Music. È autoprodotto, come gli altri tre nuovi brani che abbiamo composto in quest’ultimo periodo e che lanceremo sul web e nelle piattaforme digitali nei prossimi mesi".

State lavorando a un nuovo disco?

"Per ora abbiamo quattro pezzi inediti, due in italiano, compreso ‘Dove vanno a finire le bestemmie?’, e due in dialetto romagnolo. Magari a fine 2024 ci rimetteremo in studio".

Come sono andate le date all’estero?

"A giugno abbiamo suonato in Austria, al festival Politischen Liedes di Weissenbach am Attersee, e in agosto siamo stati in Germania, al Castellans Folksommer Festival di Hörstel. È stato bello tornare alla ‘normalità’ pre-Covid, a macinare migliaia di chilometri in giro per l’Europa a bordo del nostro furgone".

Il 12 agosto scorso il folk dei Lennon Kelly si è incontrato con quello popolare romagnolo, quando avete partecipato Festival della Generazione Z del Liscio: che esperienza è stata?

"È stata una serata molto entusiasmante, che ci ha aperto le porte a una possibile futura collaborazione con la Casadei Sonora, organizzatrice del festival".

Cosa rappresenta per voi Sorrivoli?

"È la nostra casa, chi non vive qui sta nei dintorni. Il progetto Lennon Kelly è nato proprio in campeggio su queste colline, quando eravamo dei ragazzini. Ci sentiamo i custodi di questo borgo. Le giornate dopo l’alluvione sono state surreali, noi a lavorare armati di badile e motosega e le tv alle nostre spalle che raccontavano che il castello era sull’orlo della frana. Ma sono stati anche i giorni in cui abbiamo riscoperto il grande cuore di questa comunità".