Ecco perché scegliamo. Ricerca scientifica al via, 60 universitari come cavie

Studio della Facoltà di Piscologia sul ruolo giocato dagli stimoli visivi nei meccanismi decisionali. Partecipanti reclutati tramite avvisi pubblici.

Ecco perché scegliamo. Ricerca scientifica al via, 60 universitari come cavie

Studio della Facoltà di Piscologia sul ruolo giocato dagli stimoli visivi nei meccanismi decisionali. Partecipanti reclutati tramite avvisi pubblici.

Come influiscono gli stimoli visivi sulle scelte decisionali? E quale incidenza possono avere sulle dipendenze (gioco d’azzardo patologico, disturbi alimentari, uso di sostanze come alcol, droghe e tabacco) i risultati di un ampio studio sull’argomento? La risposta è oggetto dell’indagine di un pool di ricercatori della facoltà di Psicologia del Campus di Cesena, Università di Bologna, guidato dal professor Giuseppe di Pellegrino, neuroscienziato, laureato in medicina e specializzato in neurologia, che, tra i numerosi programmi di ricerca condotti a Cesena sulle connessioni tra aree cerebrali e comportamenti, sta indagando il tema specifico delle relazioni tra ciò che si vede e ciò che si sceglie.

Allo scopo saranno coinvolti una sessantina di persone, che aderiscono volontariamente e del tutto anonimamente, alla sperimentazione. Chi sono? "In genere - spiega il professor di Pellegrino - si tratta di soggetti giovani, per buona parte studenti, necessariamente con caratteristiche simili tra loro" per una più semplice valutazione della ricerca senza dover tenere conto di variabili come l’età. Ma come reclutarli? Anche con annunci pubblici. Ed ecco la spiegazione di alcuni foglietti affissi in giro in cui un laureando chiede la collaborazione di potenziali partecipanti al suo progetto di tesi che indaga "i meccanismi cerebrali sottostanti la presa di decisione". "Nello specifico - spiega il professore - chi aderisce alla ricerca è posto davanti a due alternative, in genere rappresentate da cibi, che non vengono proposto fisicamente, ma attraverso immagini. Chiediamo ai partecipanti di essere a digiuno, ossia devono avere fame ed essere sufficientemente motivati a sottoporsi all’esperimento che prevede anche la somministrazione di immagini astratte collegate con il cibo. In tal modo verifichiamo come gli stimoli esterni possono incidere sulla decisione". Un esempio: cosa suggerisce la doppia w del McDonald’s? Cosa stimola il brend della Coca Cola? "Tutti segnali visivi - dice il professor di Pellegrino - che spingono verso certe scelte piuttosto che altre. In tal modo vediamo come le persone, tutte, in genere, si lasciano influenzare da questi stimoli". Come si studiano tali reazioni? Effettuando elettroencefalogrammi, con elettrodi applicati sulla testa, che registrano le onde cerebrali e le variazioni di potenziale elettrico durante la scelta. Ogni esame, moltiplicato per almeno 60 soggetti, dura anche due ore (un’ora richiede la preparazione del soggetto su cui applicare gli elettrodi) e si comprende come lo studio sia complesso e lungo.

"E’ un sistema adottato da anni - aggiunge il professore - collaudato in vari studi anche all’estero. Il nostro gruppo è ampio e fa capo a progetti di ricerca nazionali e internazionali".

La facoltà di Psicologia del campus cesenate, peraltro, è notoriamente tra le più accreditate e premiate d’Italia. Un altro degli studi, ad esempio, ha indagato, come la volontà umana venga condizionata dalla ricompensa.