Emergenza profughi senza fine Oltre 700 migranti in provincia "Le pressione sta aumentando"

Tra aprile e oggi le persone accolte sono passate da 440 a 580 acui si aggiungono 140 ucraini: sono ospitati in alberghi, strutture gestite da privati e otto centri di accoglienza straordinaria.

Emergenza profughi senza fine  Oltre 700 migranti in provincia  "Le pressione sta aumentando"

Emergenza profughi senza fine Oltre 700 migranti in provincia "Le pressione sta aumentando"

di Elide Giordani

Si riflette anche sul nostro territorio la straordinaria pressione migratoria di questi giorni. Con gli sbarchi nettamente raddoppiati (oltre 107 mila tra il 1° gennaio e il 25 agosto, contro i 51 mila dello stesso periodo del 2022) non meraviglia che anche la nostra provincia, nella logica della ridistribuzione, si trovi davanti alla necessità di allargare gli spazi dell’accoglienza. Tra aprile e oggi le persone accolte sono passate infatti da 440 a 580, a cui si aggiungono circa 140 ucraini fuggiti dalla guerra e più o meno stabilmente accolti nel nostro territorio. Circa 720 persone, dunque, distribuite tra Cesena, Cesenatico, Longiano, Gambettola, San Mauro Pascoli, Forlì, Forlimpopoli, Portico, Rocca, Dovadola, Castrocaro, Santa Sofia, Galeata, Predappio. A San Mauro Pascoli e a Forlì gli immigrati sono ospitati in alberghi, stessa formula adottata a Cesenatico dove da qualche mese la struttura alberghiera identificata allo scopo ospita 50 persone.

"La pressione c’è ed è cresciuta con gli sbarchi dell’ultimo periodo - commenta la vice prefetto Giovanna Longhi che oggi, dal pensionamento del prefetto Antonio Corona il primo agosto e in attesa del sostituto, ha la piena responsabilità - tuttavia non si registrano particolari tensioni. Ma questo nostro territorio - puntualizza la vice prefetto - ha dovuto affrontare anche l’emergenza dell’alluvione di maggio e per questo è stato meno coinvolto nell’accoglienza dei richiedenti asilo. Di fatto eravamo impossibilitati ad accoglierli. E’ pur vero, tuttavia, che gli sbarchi, tra maggio ed aprile, sono stati più contenuti. Abbiamo ricominciato ad accoglierli a luglio".

Il problema ovviamente è quello della disponibilità dei posti per i quali erano già state avviate alcuni mesi fa le procedure dei bandi sia per operatori economici che hanno la capacità tecnica di gestione che la struttura da mettere a disposizione, che per operatori economici con capacità professionale ma senza struttura. La terza possibilità è offerta al soggetto privato che ha un immobile, non ha capacità gestionale, ma lo mette comunque a disposizione. "Quei bandi - puntualizza la dottoressa Longhi - prevedevano la possibilità dell’aumento di un quinto dei posti a disposizione, quindi non abbiamo dovuto rifarli ma soltanto chiedere ai nostri gestori, che sul territorio provinciale sono una decina, di trovare nuove strutture. C’è stata una buona risposta". Oltre alle strutture identificate tramite bando ci sono sul territorio anche i cosiddetti Cas (centri di accoglienza straordinaria predisposti per sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali) gestiti dalla cooperativa forlivese Dia.Logos che tiene le fila di un centinaio di posti. Ce ne sono due nel Cesenate (uno a Sarsina e uno a San Vittore), e sei tra Forlì e Castrocaro.

Per le singole unità abitative i gestori ricevono 26,93 euro al giorno per ciascun rifugiato, che diventano 31,51 euro per i centri collettivi. Ammonta a 300 euro il kit di primo ingresso per ciascun migrante. "Questo mese - conclude la dottoressa Longhi - è stato impegnativo, gli arrivi sono stati quotidiani e la gestione richiede impegno. E’ un momento difficile per tutti".