Estensione della rete idrica. Acquedotto fino a Santa Lucia grazie a un cofinanziamento

Accordo tra Comune e residenti con l’intervento di Atersir. Saranno servite abitazioni e aziende. Lo stesso problema riguarda diverse case sparse. "Lavori molto onerosi, valuteremo caso per caso".

Estensione della rete idrica. Acquedotto fino a Santa Lucia grazie a un cofinanziamento

Estensione della rete idrica. Acquedotto fino a Santa Lucia grazie a un cofinanziamento

"Salve presidente, le offro un bicchiere d’acqua dalla bottiglia. Il prossimo però, se dovesse tornare, sarà direttamente dal rubinetto". Ieri pomeriggio nella frazione di Santa Lucia, oltre il borgo di Roversano, regnava il buon umore. Perché la visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini ha rappresentato l’ufficializzazione dell’accordo raggiunto per l’estensione della rete dell’acquedotto anche a otto abitazioni e altrettante attività produttive fino a oggi isolate dalla rete idrica e dislocate tra le vie Prima Baccareto, Tomba o Baccareto, Seconda Baccareto, Tomba o Casetto. Che detta così, sembra un gioco di parole, ma non lo è. Non lo è soprattutto per le famiglie e le aziende della zona in questione, che per raggiungerle serve affidarsi al navigatore satellitare, deviando tra i monti, in uno scenario da cartolina, con la vista che domina sulla vallata. Ma dove dai rubinetti esce l’acqua dei pozzi o delle cisterne inviate dal Comune. Il problema dovrebbe risolversi nel 2025, quando inizieranno i lavori destinati a durare 120 giorni, sotto l’egida di Hera. Il tutto sarà possibile grazie alla firma della convenzione che impegna i privati residenti nella zona e il Comune di Cesena al cofinanziamento dell’intervento di estensione di 2,3 chilometri della rete dell’acquedotto fino alle case ed equivalente a una spesa complessiva di 475.800 euro.

Accordo che è valso l’organizzazione di una festa nell’aia di una delle abitazioni in questione, alla quale ha partecipato appunto anche Bonaccini, accolto con ‘Romagna Mia’. Il progetto è finanziato al 50% dal bando Atersir riguardante le reti idriche e al 50% da risorse comunali integrate per circa il 10% da fondi messi a disposizione dai residenti, che grazie a questo accordo potranno cavarsela versando ‘solo’ qualche migliaio di euro a testa (mediamente circa 5, con comunque significative differenze da caso a caso) . "L’estensione della rete acquedottistica in questa porzione di territorio – hanno commentato il sindaco Enzo Lattuca e l’assessora Francesca Lucchi – rappresenta per noi e per tutte le famiglie dei residenti coinvolti un importante risultato raggiunto grazie all’impegno e alla collaborazione di tutte le parti".

Sulla stessa linea si è schierato Bonaccini, complimentandosi con l’amministrazione cesenate per la caparbietà con la quale è stato raggiunto il traguardo. Se nella zona di Santa Lucia è dunque lecito festeggiare, restano però diverse altre aree nel nostro territorio che soffrono questo problema. Il caso più recente riguarda l’area di San Damiano di Mercato Saraceno, dove in seguito alle frane cassate dall’alluvione, una serie di famiglie e di aziende sono rimaste a secco. Dell’intervento che porterà all’estensione della rete idrica in quel caso si occuperà la struttura commissariale diretta da generale Figliuolo. Tra le altre zone ci sono per esempio una parte della frazione di Casalbono e anche uno spicchio della apparentemente molto più semplice da raggiungere area di Ponte Pietra. "Interventi di questo genere – hanno concluso Lattuca e Lucchi – sono estremamente onerosi da sostenere. Il nostro intento è quello di valutare caso per caso in concerto con gli abitanti, per trovare soluzioni per tutti".