Gli alluvionati del mulino: "Qui servono le paratie"

Borello, residenti e Comitato chiedono di destinare i fondi delle donazioni alle opere di difesa delle abitazioni. "Davanti alle porte come a Cesenatico".

Gli alluvionati del mulino: "Qui servono le paratie"

Gli alluvionati del mulino: "Qui servono le paratie"

Sembrava un angolo di paradiso, in aperta campagna ma a due passi dal centro di Borello, dove ci sono tutti i servizi, in un’ansa del torrente che dà il nome alla località. "Di notte ci addormentavamo sentendo il cinguettio degli uccelli, il frinire dei grilli e il gracidare delle rane, adesso facciamo fatica ad addormentarci perché temiamo che arrivi un’altra alluvione".

Chi parla è Luca Sardini, 36 anni, macellaio a Piavola, che insieme alla compagna e al figlio che ha poco più di un anno vivono in uno dei dodici appartamenti ricavati una ventina di anni fa dalla ristrutturazione dallo storico mulino Lambertini.

Cosa è successo il 16 maggio dell’anno scorso?

"Al mattino il Borello stava gonfiando, l’acqua veniva giù sempre più tumultuosa, e a poche centinaia di metri, in un punto più alto di noi, c’era il vicesindaco Christian Castorri vicino a un’auto dei carabinieri con una pattuglia. Dopo qualche minuto se ne sono andati e noi ci siamo sentiti un po’ più tranquilli perché nessuno ci aveva detto di allontanarci. Però l’acqua cresceva, cresceva e così abbiamo deciso di andarcene, preoccupati soprattutto per il bambino: raccolte in fretta e furia un po’ di cose, siamo saliti in auto e siamo andati a Cesena a casa di amici, non avremmo mai immaginato che saremmo rimasti lì per un mese e mezzo".

Come mai?

"L’acqua e il fango hanno completamente invaso la nostra casa al piano terreno. Pensi che nella stanza del bimbo è arrivata a un metro e quaranta di altezza! Non voglio pensare a cosa poteva succedere se non ce ne andavamo subito".

Da dove è entrata l’acqua?

"Sembra incredibile, ma il torrente ha rotto l’argine in corrispondenza dell’imbocco del vecchio canale che portava l’acqua al mulino e ne ha seguito il tracciato anche se non c’era più da tanti anni. L’acqua ha sfondato la finestra del bagno e ha invaso tutta la casa. Un disastro!".

Chi vi ha aiutato?

"I vicini di casa e tanta gente di Borello, in particolare il consigliere comunale Fabio Biguzzi. Si è dato un gran daffare senza che gli chiedessimo niente. Un giorno è arrivato un gruppetto di giovani da Cesena, hanno spalato fango per tutta una giornata. È venuto a trovarci anche il sindaco Enzo Lattuca".

Quanti danni avete avuto?

"Quasi quarantamila euro. E abbiamo anche il mutuo da pagare. Probabilmente sarebbe andata meglio se avessimo avuto le paratie da mettere alle porte come fanno a Cesenatico sul porto canale. Per questo speriamo che il Comune accolga la proposta del Comitato alluvionati e franati, che ci è stato molto vicino, di destinare al rimborso delle paratie i soldi delle donazioni. Noi, in ogni caso, le installeremo".

Avete avuto risarcimenti?

"Finora solo i 5.000 euro del Cis, il contributo di immediato sostegno. Abbiamo fatto la perizia dei danni, speriamo che arrivi il risarcimento per tutto il resto".

E la Protezione civile?

"Quelli sono arrivati dopo con le ruspe – interviene Bruno Marras, un muratore di origine sarda che vive con la famiglia a pochi metri dal vecchio mulino in una casa che è stata solo lambita dall’alluvione perché è un po’ più in alto – e hanno spianato tutto togliendo il vecchio argine. Ne hanno fatto un pezzetto a protezione del vecchio mulino, ma è di terra battuta, se arriva un’altra piena non so se reggerà. Per il resto è stato spianato tutto, hanno detto che così se il Borello esonderà di nuovo l’acqua avrà più spazio per espandersi. Ma io avrei preferito un argine che avrebbe protetto il mio terreno dove avevo l’orto. E nel letto del torrente ci sono ancora alberi, rami e detriti, oltre a una gran quantità di rifiuti di ogni genere. Se qualcuno non interviene per pulire il letto del torrente fino adove si immette nel Savio, temiamo che da qualche parte si formi un tappo e ci sia un’altra alluvione".