I vent’anni di Penelope: "Ho perso una figlia, ma ne ho incontrate altre"

Marisa Degli Angeli alla festa dell’associazione delle persone scomparse "Mi fa male tutto ma non la lingua, continuo a chiedere verità per Cristina".

I vent’anni di Penelope: "Ho perso una figlia, ma ne ho incontrate altre"

I vent’anni di Penelope: "Ho perso una figlia, ma ne ho incontrate altre"

"Mi sono invecchiata, sono passati anni. Mi fa male tutto il corpo, ma non la lingua. Continuerò a parlare, non mi arrendo, continuerò a chiedere la verità per Cristina". Il salone del consiglio comunale di Cesena si riempie di un applauso impossibile da non tributare al coraggio di una madre, Marisa Degli Angeli, che dal primo settembre del 1992 non ha più sue notizie di sua figlia, Cristina Golinucci. Ieri la sezione dell’Emilia Romagna dell’associazione Penelope che raccoglie i familiari e gli amici delle persone scomparse, ha compiuto vent’anni, proprio grazie a Marisa che nel 2003 decise di offrirsi come punto di riferimento per tutti coloro che stanno affrontando situazioni drammatiche come quella che lei si porta sulle spalle da decenni: "Non me ne voglia la mia famiglia – ha commentato Marisa, con un sorriso e un dolce pensiero alla sua altra figlia – ma lungo tutto questo percorso io ho perso una figlia, ma ne ho incontrate tantissime altre. Le persone di questa associazione. Per questo, dico una cosa che pare tremenda: oggi, per noi qui, è una festa. Perché grazie all’appoggio di così tante persone, trovo la forza che mi aiuta a tenere a bada il dolore, a tirare avanti e a lottare, anche per gli altri, perché se pensi solo a te stessa non ce la fai".

Il riferimento è alle decine di persone arrivate da tutta Italia per partecipare all’evento e che, commosse, si sono strette intorno al dolore di una madre. E di dolore purtroppo la sala del consiglio comunale ne era gremita. Tra tutti gli intervenuti spiccava Gelindo Claps, fratello maggiore di Elisa e fondatore a livello nazionale di Penelope: "Ricordo quando Marisa disse a mia madre che era fortunata, perché dopo il ritrovamento del corpo di mia sorella, ora aveva finalmente un luogo dove poter portare un fiore. E’ straziante pensare come anche la cosa peggiore che possa capitare a una persona, sia meglio rispetto al vivere senza sapere cosa e come sia successo". C’era anche Nicodemo Gentile, attuale presidente dell’associazione, che, tra le tante altre cose, ha ricordato l’ormai prossima scadenza del 12 dicembre, giornata dedicata alla memoria delle persone scomparse e pure il giorno in cui si deciderà se archiviare o no il caso di Cristina. "Lo hanno riaperto nove volte – ha ripreso Marisa –. A ogni riapertura corrispondono nuove speranze. Però ogni volta che le indagini si chiudono, arriva un colpo al cuore. Soprattutto dopo che sono state sviscerate cose che non sapevi, che non ti aspettavi. Ma io sono come la gramigna, non mi arrendo".

Si è parlato dell’importanza di allargare la banca dati del dna e di dare continuità alle figure istituzionali che sovrintendono i casi delle persone scomparse. L’apertura del convengo è stata affidata al sindaco Enzo Lattuca, che ha voluto testimoniare una volta di più la vicinanza dell’intera comunità a Marisa e a tutte le famiglie delle persone scomparse. In conclusione invece è intervenuta Emanuela Pedri, sorella di Sara, la dottoressa forlivese scomparsa il 4 marzo 2021 a Trento, a 31 anni. In suo onore il prossimo 9 marzo a Forlì verrà presentato uno spettacolo teatrale, in qualche modo sulla scorta dell’opera ‘Voglio soltanto le ossa’ dedicata a Cristina Golinucci e messa in scena da Giacomo Garaffoni.