Il calendario Cils va a ruba, dopo le prime 2000 copie altre 5000

Il calendario 2024 della Cils, cooperativa sociale per l’inserimento lavorativo onlus, presenta dodici lavoratori svantaggiati insieme a vip per celebrare i 50 anni della cooperativa. Le richieste sono numerose e la stampa di altre cinquemila copie è in corso. Un dono alla città.

Il calendario  Cils va a ruba, dopo le prime 2000 copie altre 5000
Il calendario Cils va a ruba, dopo le prime 2000 copie altre 5000

Le prime duemila copie sono andate via ‘bruciate’ in pochi giorni e le richieste fioccano numerose, pur cui è in corso la stampa di altre cinquemila copie. Parliamo del calendario 2024 della Cils, cooperativa sociale per l’inserimento lavorativo onlus, presentato ieri nella sede di Teleromagna, che per ogni mese del prossimo anno presenta dodici lavoratori svantaggiati insieme ad altrettanti ‘vip’ (Nicoletta Braschi, Leonardo Lucchi, Mariangela Gualtieri, Luana Babini, Adriano Piraccini, Claudio Vicini, Fabio Zaffagnini, Luciano Poggi, Maurizio Ferrini, Marcello Siboni e Roberto Mercadini) che si sono prestati volentieri ad affiancare i veri protagonisti del calendario, spesso capovolgendo i ruoli. Il calendario niene diffuso gratuitamente come dono alla città.

Il 2024 sarà un anno molto importante per la Cils perché sarà il cinquantesimo anno di vita della cooperativa. In questo mezzo secolo le cose sono molto cambiate, a cominciare dall’approvazione della Legge Basaglia nel 1974 che eliminò i manicomi. Ora c’è molta meno diffidenza nei confronti dei disabili che riescono a inserirsi con meno difficoltà nella vita sociale e lavorativa.

Quando nacque Cils si occupava di gestione di parcheggi, poi nacque la tipolitografia tuttora in attività. Inoltre oggi si occupa di servizi alle imprese, per la ristorazione, alla persona, ambientali, cimiteriali, pulizie e manutenzione cassonetti. I soci della cooperativa sono circa 300, i lavoratori sono circa 450, il 30% dei quali svantaggiati. I rapporti di collaborazione con enti pubblici e privati sono circa 150.

Dopo un paio d’anni difficili in cui i bilanci sono stati chiusi per la prima volta in perdita per la riduzione delle attività causata dal covid, quest’anno l’attività è ripresa a pieno ritmo e il bilancio dovrebbe chiudere in equilibrio.