Il Capitale di Marx e gli operai della Gkn

Gli studenti dell’Agrario illustrano lo spettacolo della compagnia teatrale Kepler-452 che incrocia palcoscenico e fabbrica

Il Capitale di Marx e gli operai della Gkn
Il Capitale di Marx e gli operai della Gkn

Il 9 luglio 2021 una mail comunica agli operai della GKN di Campi Bisenzio, un’azienda di componentistica per auto, il licenziamento immediato e la chiusura dello stabilimento. Accorsi increduli davanti alla fabbrica, gli operai trovano il cancello chiuso e di fronte a quel cancello si impone per ciascuno di loro una scelta drammatica: tornare a casa oppure varcare quel cancello e lottare contro l’ingiustizia e il fallimento del proprio progetto di vita? Molti decidono di occupare la fabbrica fondando un collettivo dallo slogan #Insorgiamo. La compagnia teatrale Kepler-452 ha condiviso un lungo periodo con gli operai riuniti in assemblea permanente e ha allestito lo spettacolo "Il capitale. Un libro che non abbiamo ancora letto", portando sul palcoscenico pagine dell’opera di Marx rilette attraverso la lente di questa esperienza. Si tratta quindi di un teatro particolarissimo, la cui singolarità non si limita alla forma documentaria ed è immediatamente evidente: il pubblico non si siede in platea ma sul palco e gli attori non sono professionisti ma operai che interpretano sé stessi. La scenografia ci porta nell’ambiente della fabbrica, con i tavoli da lavoro, i carrelli, i cassoni; una luce fredda rischiara appena uno spazio disadorno in cui risuonano rumori metallici. I protagonisti, con la tuta operaia, si presentano al banco di lavoro non solo con il proprio nome e ruolo, ma anche con il loro numero di matricola. L’azione è limitata alla gestualità ripetitiva della mansione di fabbrica e al racconto delle biografie dei protagonisti, prima e dopo il licenziamento. Gli operai muovono dalla domanda "Come stai?" che tante volte si sono sentiti rivolgere. Non è facile rispondere a questa domanda quando improvvisamente ti trovi di fronte alla necessità di compiere un grande sacrificio per una lotta che fino ad un giorno prima non sapevi nemmeno di dover combattere. L’esperienza del collettivo della GKN non è solo quella drammatica del licenziamento, ma è anche la riscoperta di valori che nascono dalla condivisione e dalla consapevolezza della condizione di uomo oltre che di lavoratore. Richiamandosi alle pagine del Capitale, lo spettacolo porta a una riflessione sulla condizione del lavoro e, infine, sul tempo: il capitale è il nemico invisibile che possiede il tempo e ne dispone a scapito della nostra dignità. Il lavoro non è solo salario, difendere il proprio posto significa tutelare la propria dignità. E tu saresti pronto a sacrificare parte della tua vita per un diritto di tutti come il lavoro? Perché c’è qualcuno che lo sta già facendo anche per te. Lo spettacolo, per la regia di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, partendo da una piccola vicenda offre una nuova e stimolante prospettiva su uno dei testi più influenti della storia moderna ed ha raggiunto una risonanza internazionale.

Classe 5D – 5G