Il Cesena dei miracoli . Quanti brividi al Manuzzi

La serie B è realtà dopo la gara contro il Pescara (e dopo un po’ di tremarella). Senza De Rose è un altro film, ma gli equilibri della rosa si confermano perfetti.

Il Cesena dei miracoli . Quanti brividi al Manuzzi

Il Cesena dei miracoli . Quanti brividi al Manuzzi

Spettacolo puro, no limits, fino a tarda notte e tante sbornie. Non sarà stata la miglior prestazione del Cesena durante una stagione che annovera mille episodi di maggior rilievo tecnico, ma volete mettere la vittoria più importante dell’anno contro vecchi nemici storici come i pescaresi, in uno stadio apparso in tutta la sua bellezza nei programmi di tutte le televisioni? Il Cesena torna a casa, in serie B dopo 6 anni infernali, ma sempre affrontati con dignità, migliorando uno scalino alla volta anno dopo anno.

Ora si guarda avanti senza cominciare con le solite domande senza risposta di chi vede problemi dappertutto, gli stessi che sono saliti sul carro dopo critiche ingiuste e affrettate ad ogni tentennamento della squadra e di chi la guida. La grande dimostrazione di affetto e coesione offerta dal Manuzzi sabato deve convincere anche i più riottosi che la rinascita è cominciata e il futuro sarà radioso. Chi non ci sta cambi sport o vada a vedere le squadre cugine della zona. A chi ci ha creduto sempre e da sempre, invece, potrebbe interessare l’allenamento a porte aperte dei bianconeri in programma per oggi, ore 14.30, sul campo di Villa Silvia.

Tecnicamente quella di sabato è stata una delle gare più difficile del nuovo anno, aspetto meravigliosamente cancellato dalla vittoria finale con promozione aritmetica. Cascione ha abbandonato le pazze teorie di chi l’ha preceduto ed ha messo in campo una squadra compatta, meno aggressiva davanti ma più attenta dietro, soprattutto arcigna in mezzo, dove ha comandato a lungo perché la mancanza di De Rose si è fatta sentire come al solito, nonostante l’abnegazione di Francesconi e Varone e l’intelligente interdizione di Saber. Bravo Berti, nonostante spazi strettissimi, dietro bene coi cugini ’normali’, cioè eccellenti assieme a Pieraccini e Ciofi. Qualche tremarella però c’è stata, il palo sulla botta di Accornero e involontaria deviazione di Donnarumma è stata la riprova che il pomeriggio era ben impostato e il popolo del Manuzzi era destinato a gioire. In ombra Cristian, ben marcato e soprattutto un irriconoscibile Kargbo. Irascibile, pronto alla protesta sempre, inutile per il gioco della squadra, testardo a incapponirsi in dribbling senza senso.

L’auspicio è che tutto finisca assieme al periodo di digiuno diurno imposto dalla sua religione e che il ragazzo sierraleonese torni in forma per le ultime gare. I titoli importanti sono per il bomber di giornata, Edoardo Pierozzi, tra l’altro involontariamente scippato della paternità del gol da Ciofi che l’aveva accompagnato nel volo per il colpo di testa fatale, traendo in inganno anche lo speaker dello stadio.

Ha giocato poco, a volte anche non benissimo in una stagione che non ricorderà per il minutaggio in campo ma sicuramente per il gol più importante della stagione.

Infine il tuffo della squadra nell’abbraccio della Mare, roba che in Italia non può fare nessuno. È ormai un marchio di fabbrica cui non vuole mancare nessuno, Toscano compreso.