La lezione di Regattieri sulla politica: "Aperture al suicidio assistito, i cattolici devono opporsi"

Il vescovo è intervenuto al corso sulla dottrina sociale in seminario. "I cittadini escano dal balcone e non critichino solo". Disappunto per la delibera regionale. "Credenti dispersi e insignificanti nei partiti".

La lezione di Regattieri sulla politica: "Aperture al suicidio assistito, i cattolici devono opporsi"

Il vescovo Douglas Regattieri guida la diocesi dal 2010 e compirà 75 anni il 5 ottobre

Puntellata dai riferimenti al magistero papale e a teologi – quello preliminare all’enciclica Gaudium et spes ("La Chiesa non è legata ad alcun sistema politico") – la attesa lezione su "I cattolici e la politica" del vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina Douglas Regattieri si è tenuta al seminario diocesano al corso di formazione sulla dottrina sociale della chiesa. Tra i partecipanti anche addetti ai lavori.

"I cittadini debbono essere esigenti nei confronti dei politici, ma anche scendere dal balcone – ha sollecitato il vescovo riprendendo le parole di papa Francesco in piazza del Popolo a Cesena il 1° ottobre 2017 –, immischiarsi nei problemi e non limitarsi alla critica gratuita".

La buona politica, ha argomentato il vescovo, non lascia ai margini alcune categorie e non saccheggia e inquina le risorse naturali. La politica migliore è quella "non sottomessa all’economia, nutrita di una visione profetica, espressione di carità, capace di perseguire il bene comune e di assumere concretamente la rappresentanza degli ultimi". I politici sono chiamati, tra i vari adempimenti, "a prendersi cura della fragilità dei popoli e della persone", ha ripreso l’enciclica ’Fratelli tutti’ sulla fraternità e l’amicizia sociale di papa Bergoglio.

Sulla politica per i migranti quattro verbi sempre con l’imprinting del pontefice; integrare, accogliere, proteggere, promuovere. E il buon politico da che cosa si riconosce? "Da ricchezza di vita interiore – ha osservato il vescovo – esemplarità di vita, competenze, capacità di usare bene le parole.

Ogni società ha bisogno di assicurare la trasmissione dei valori, ha riflettuto Regattieri, altrimenti "si trasmettono egoismo, violenza, corruzione, indifferenza, vita chiusa ad ogni trascendenza". Su queste considerazione ha fatto due esempi. Il primo: "il cosiddetto diritto all’aborto entrato addirittura in una costituzione nazionale, quella francese". E ha citato l’arcivescovo di Digione: "Dobbiamo aiutare la vita a crescere, ad essere accolta e accompagnata". "Lo stesso dicasi – secondo esempio di Regattieri – della recente disposizione regionale in materia di suicidio assistito. I cattolici che militano in formazioni partitiche che prendono queste posizioni davvero pensano di fare il bene delle persone? E se non le condividono perché non si sente la loro voce?".

A questo controverso aspetto il vescovo ha aggiunto di essersi riferito nell’incontro con i giornalisti per la festa del loro patrono del 24 gennaio scorso in episcopio quando "alla domanda se sognavo un ritorno del partito dei cattolici ho risposto di no: ma vista la dispersione dei cattolici e la loro non significanza, allora mi verrebbe da sognare quel partito".