Le priorità degli alluvionati. Risarcimenti e difesa

Affollata assemblea a San Rocco del Comitato di chi ha subito danni "Che senso ha avere i soldi se siamo costretti a vivere in un incubo?".

Le priorità degli alluvionati. Risarcimenti e difesa
Le priorità degli alluvionati. Risarcimenti e difesa

Il Comitato alluvionati e franati del Cesenate ha un nuovo assetto: nel ruolo di vicepresidente Marco Raffaele subentra a Catia Merenda, impossibilitata a proseguire nell’impegno per motivi di lavoro. La notizia è stata data dal presidente Mauro Mazzotti a conclusione della riunione che si è tenuta martedì sera nella sala teatro della parrocchia di San Rocco, una delle zone che hanno subito i maggiori danni dall’alluvione del 16 maggio scorso.

La riunione è stata molto partecipata, c’erano un centinaio di persone, a dimostrazione che l’attenzione sul tema continua a essere molto alta. In ballo non ci sono solo i risarcimenti per i danni subiti, ma la sistemazione dei corsi d’acqua e dei crinali per evitare che il disastro si ripeta. Cosa non impossibile, è stato detto a più riprese da coloro che hanno preso la parola durante la serata, a conferma di quanto detto dal sindaco Enzo Lattuca il 3 agosto scorso.

Mazzotti e Mastropasqua hanno relazionato sugli incontri avuti con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il generale Francesco Paolo Figliuolo e la sua struttura, con la quale i contatti sono frequentissimi e proficui e con la quale ci sarà un altro incontro oggi a Faenza. Moltissime le domande sui rimborsi sia per il Cis (contributo per l’immediato sostegno), il Cas (contributo per l’autonoma sistemazione di coloro che hanno dovuto abbandonare l’abitazione) che stanno avendo un decorso abbastanza soddisfacente. Per i contributi più corposi per i quali è necessario l’inserimento delle pratiche sulla piattaforma Sfinge della Regione invece si riscontrano intoppi e ritardi. Ma, è stato detto, si tratta di difficoltà comprensibili se si pensa che per il terremoto di Modena le pratiche di risarcimento richiesero 11 anni a fronte di 5.000 domande, mentre per l’alluvione in Romagna si prevedono 70.000 richieste dei privati e 20-30.000 delle aziende.

Marco Raffaele ha relazionato sulla mancanza delle valvole ‘clapet’ di non ritorno in numetosi scarichi (come sottolineato anche da Graziano Castiglia), carenza tanto più importante se si considera che i detriti portati dall’alluvione hanno innalzato il letto del fiume, rendendo più pericolosa un’eventuale piena.

Diversi interventi hanno riguardato le opere (mura di cemento armato) realizzate a difesa delle abitazione a monte del Ponte Vecchio e del Ponte Europa, sulla destra del fiume Savio, mentre l’intervento promesso a sinistra del fiume a valle del Ponte Vecchio, in corrispondenza di via Pesaro dove iniziò l’esondazione, non è stato effettuato. "Che senso ha avere i soldi dei risarcimenti – ha detto una donna – se poi viviamo in un incubo?".

re.ce.