Metanodotto contestato. Cesena Siamo Noi in trincea con il comitato

La lista civica punta il dito sulle criticità ambientali del progetto. Richiesta al Comune di intervenire a tutela degli interessi degli espropriati.

Metanodotto contestato. Cesena Siamo Noi in trincea con il comitato
Metanodotto contestato. Cesena Siamo Noi in trincea con il comitato

Il Comune dovrebbe intervenire in maniera più decisa a tutela del territorio e dei suoi abitanti in relazione all’annunciata realizzazione della rete del metanodotto che Snam ha programmato di far transitare anche nel nostro spicchio di Romagna. La riflessione è di Cesena Siamo Noi, che in un’interrogazione al consiglio comunale riporta l’attenzione su un tema particolarmente attuale, vista anche la formazione di un comitato cittadino e lo schieramento sul tema da parte di diverse associazioni, che chiedono un ripensamento dell’opera. Al momento in effetti il cantiere è arrivato nella zona di Sulmona, in Abruzzo, ma nei progetti del gasdotto denominato ‘Linea Adriatica’, la rete di tubi è destinata a salire fino alla nostra regione. L’opera è stata giudicata di rilevanza nazionale: misura complessivamente 687 chilometri ed è destinata a collegare Brindisi alla bolognese Minerbio. Di questi quasi 700 chilometri, poco meno di 20 interesseranno l’area cesenate, in particolare nella zona tra Borello e Tipano. Proprio in questo territorio, secondo Cesena Siamo Noi, si troverebbero zone particolarmente critiche. Il riferimento è in particolare legato a tre attraversamenti previsti del fiume Savio, in aree nelle quali si troverebbero già sia le tubature di un altro metanodotto che quelle dell’acquedotto.

"La somma di tutte queste reti di distribuzione – sostiene la lista civica Cesena Siamo Noi - comporterà una servitù di oltre 100 metri dove non si potrà costruire nulla e neppure coltivare alberi da frutto. L’opera inoltre attraversa territori che presentano un insieme di fragilità dovute ad alluvioni, frane, terremoti, siti archeologici, falde acquifere interrotte oltreché rilevanti rischi riferibili a incolumità e salute umana. La eventuale costruzione del metanodotto comporterà la distruzione di migliaia di ettari di raccolti agricoli, l’eliminazione di innumerevoli alberi (i nostri migliori alleati contro il cambiamento climatico) e a ciò vanno aggiunti il taglio diagonale delle proprietà dove, per una fascia di 40 metri, non si potrà edificare nulla per il vincolo di servitù che si creerà".

Cesena Siamo Noi, ritiene anche che l’argomento sia stato trattato con troppa leggerezza in particolare per quanto riguarda le comunicazioni fornite dall’amministrazione comunale ai cittadini direttamente coinvolti. "Anche per questo - insiste lo schieramento politico di opposizione - è sorto il Comitato ‘No Tubo Romagna’ che raccoglie i cittadini del comprensorio di Cesena e Forlì. Il Comitato non si oppone alla realizzazione dell’opera, ma contesta il fatto che a fronte del profondo cambiamento del nostro territorio negli ultimi 20 anni, sia necessaria una rivalutazione della valutazione di impatto ambientale risalente al 2008. L’amministrazione comunale ritiene di non aver nulla da obiettare di fronte al passaggio del suddetto tubo a distanza ravvicinatissima, circa 20 metri, dalle case di diversi cittadini del Comune?" Cesena Siamo Noi chiede dunque formalmente a Palazzo Albornoz di appoggiare le rivendicazioni del comitato, appoggiandole in modo concreto nelle sedi ritenute necessarie.