Molestie dal passato. Camionista condannato

Abusi sessuali denunciati da un ragazzo a diversi anni dai fatti . L’imputato era un amico di famiglia. Il giudice gli ha inflitto 8 anni e mezzo.

Molestie dal passato. Camionista condannato
Molestie dal passato. Camionista condannato

Condannato a 8 anni e 6 mesi per violenza sessuale nei confronti di un bambino di otto anni. Questa la sentenza di primo grado emessa ieri dal tribunale di Forlì che ha condannato un camionista 66enne cesenate, residente a San Giorgio, accusato di attenzioni morbose e molestie sessuali nei confronti del bimbo di soli otto anni che doveva accudire su incarico della madre.

Un’accusa lontana nel tempo, nei confronti di un uomo di cui non rendiamo note le generalità per non consentire l’individuazione della vittima. Un’accusa di quelle che non si possono dimenticare e che lasciano segni indelebili. Ieri in tribunale a Forlì davanti al collegio composto dalla presidente Monica Galassi, e dai giudici Marco De Leva e Anna Fiocchi, il 66enne era assistito dall’avvocato Raffaele Pacifico. Per le parti civili (il ragazzo che oggi ha 20 anni e la zia che lo aveva in affidamento fino alla maggiore età) si è costituito l’avvocato Luca Arginelli. I fatti, risalenti agli anni 2011 e 2012, sono stati ripercorsi in aula.

A denunciare l’accaduto fu una maestra del ragazzo che cinque anni fa ha raccontato di un improvviso attacco di panico che il giovane ebbe a scuola nel 2019. Fu solo allora che l’immenso malessere venne a galla e, dopo sette anni dai fatti, il ragazzo ebbe il coraggio di parlare e si tolse quel peso che aveva tenuto segreto per troppo tempo. Raccontò all’insegnante di quelle violenze. Violenze subite da quella persona che si occupava, assieme alla moglie, di accudirlo quando la madre non poteva. A distanza di anni sono riemersi i ricordi di quella casa in cui il piccolo passava i pomeriggi. I ricordi di quell’attrezzaia in cui si sarebbero consumati gli episodi violenti, di quella stradina vicino a casa in cui il 66enne si fermava con la macchina per molestare il piccolo, e infine di quella camera da letto appartata e buia dove l’uomo avrebbe toccato nelle parti intime il bambino. Gli episodi di violenza sarebbero capitati anche alla presenza della moglie del molestatore. L’imputato ha sempre negato con forza le accuse mosse dal ragazzo. La difesa puntava sul falso ricordo del denunciante, sostenendo che la denuncia è avvenuta a distanza di nove anni dal fatto e che il ragazzo non aveva un ricordo chiaro dell’accaduto. I legali hanno rilevato inoltre che il giovane, da bambino era seguitissimo da psicologi e strettamente monitorato e, nonostante questo non era mai venuto fuori nulla sulle presunte violenze.

Dopo la morte di entrambi i genitori, il ragazzo molestato si trasferì in un’altra regione con la zia e solo qui, dopo 7 anni dai fatti, trovò il coraggio di aprirsi e di denunciare il molestatore. Da allora le numerose crisi di panico non lo hanno più abbandonato. Il 66enne è stato condannato anche al risarcimento danni di 100mila euro, all’interdizione dai pubblici uffici e dagli incarichi pubblici e scolastici.

Annamaria Senni