Patrignani chiede un patto ai politici: "Salviamo i negozi dalla sparizione"

Il presidente Confcommercio sollecita le forze in lizza per le comunali. "In città emergenza vetrine spente, al centro dei programmi elettorali va messa la salvaguardia della rete con incentivi e rigenerazione urbana".

Patrignani chiede un patto ai politici: "Salviamo i negozi dalla sparizione"
Patrignani chiede un patto ai politici: "Salviamo i negozi dalla sparizione"

"Nei programmi di candidati sindaco e liste alle comunali di Cesena, e degli altri comuni, devono avere un posto centrale le strategie da adottare per contrastare la sparizione dei negozi nel centro storico e nella città". A tornare alla carica con un suo cavallo di battaglia è il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani.

"A Cesena e negli altri comuni, come in tutta Italia – afferma Patrignani – sono sempre meno le attività commerciali tradizionali e di più quelle dei servizi, specie in centro, mentre aumentano le attività gestite da stranieri per i quali il commercio si rivela fattore di inclusione. Occorre contrastare la desertificazione commerciale e l’emergenza vetrine spente con la riqualificazione urbana. Confcommercio propone alle parti politiche un patto per salvare il commercio di prossimità".

"Confcommercio nazionale - aggiunge il presidente Patrignani - ha presentato un’indagine su come è cambiato il volto delle città negli ultimi dieci anni. Sono sparite più di 110mila attività e anche a Cesena è evidente lo spopolamento. Alle forze politiche chiediamo di inserire nei programmi interventi di contrasto e inversione di tendenza. Quello che è stato fatto finora non basta, serve qualcosa di eccezionale, un piano Marshall di rilancio dei negozi al dettaglio, con nuove politiche tributarie, sulla mobilità, la sosta il decoro la rigenerazione urbana".

Crescono i bed and breakfast ma è rilevante la riduzione del numero di imprese attive nel commercio, negli alberghi e anche nei pubblici esercizi, dove a soffrire sono i bar "Questo è il trend nel Paese – afferma Patrignani –. A Cesena il centro storico si è riempito di pubblici esercizi, ma il turn over è alto e il cuore della città rischia di perdere la sua identità di centro commerciale a cielo aperto, con molteplici gamme commerciali". Dall’indagine emerge che nei centri storici sono sempre meno le attività tradizionali (carburanti -40,7%, libri e giocattoli -35,8%, mobili e ferramenta -33,9%, abbigliamento -25,5%) e in crescita quelle on servizi e tecnologia (farmacie +12,4%, computer e telefonia +11,8%), attività di alloggio (+42%) e ristorazione (+2,3%)

"Per evitare gli effetti più gravi della desertificazione il commercio di prossimità deve continuare a puntare - afferma il presidente Patrignani - sulla innovazione e la ridefinizione dell’offerta. Resta fondamentale l’utilizzo anche del canale online,affiancato al commercio fisico tradizionale. La sfida è epocale, ed è ora che i politici prendano sul serio non solo a parole il tema del valore sociale del commercio e della salvaguardia della sua rete. A Cesena serve un piano Marshall di rilancio dei negozi al dettaglio, con nuove politiche e interventi di rigenerazione urbana, ancora carenti".