Polemica sulla revoca "Sbaglia il Comune a difendere il reddito di cittadinanza"

Il presidente di Romagna Solidale Alberti: "Era un legge diseducativa, positivo il superamento. Le persone si aiutano affrancandole dal bisogno. Nel volontariato sociale non interveniamo mai con l’assistenzialismo" .

Polemica sulla revoca  "Sbaglia il Comune  a difendere il reddito  di cittadinanza"
Polemica sulla revoca "Sbaglia il Comune a difendere il reddito di cittadinanza"

di Andrea Alessandrini

Il reddito di cittadinanza revocato dal Governo divide anche da i morto per così dire gli addetti ai lavori impegnati direttamente nell’accompagnamento quotidiano ai bisognosi nel nostro terrtiorio.

"La revoca comunicata con un sms è un’azione scellerata che mostra l’assoluta deresponsabilizzazione e il totale disinteresse nei confronti delle persone più fragili e in gravi difficoltà economiche da parte del Governo", ha dichiarato l’assessora alle politiche sociali, la cattolica Carmelina Labruzzo, a cui replica deplorando la diseducatività a suo dire del provvedimento in scadenza, Arturo Alberti, pediatra, cattolico, presidente di Romagna Solidale, fondatore di Avsi, da decenni impegnato in prima linea nel volontariato sociale a favore dei bisognosi.

Non le sono piaciute le parole dell’assessora, presidente Alberti?

"Noto in generale che si sta drammatizzando anche nel nostro territorio come su scala nazionale il superamento del reddito di cittadinanza che ad avviso mio e di molti è stata una legge assistenzialista, educativamente disastrosa e che non ha prodotto inserimenti lavorativi di rilievo".

Per quale ragione la definisce una legge diseducativa?

"Per un motivo semplice: lo sviluppo passa dal lavoro e richiede sacrificio, non attesa passiva degli eventi. Si poteva arrivare sino a tre rifiuti dell’occupazione proposta: ma come? Che messaggio si voleva dare? Io ritengo che non può essere difesa questa modalità di sostegno al bisogno perché l’assistenzialismo, con quegli enormi costi, distrugge la creatività , il desiderio di lavora e incentiva il lavoro nero".

L’assessora Labruzzo ha messo in luce che il Comune ha avviato un percorso con oltre trecento persone fragili prese in cura dai servizi sociali che non saranno lasciate sole. Dove sbaglia?

"Un conto è essere accanto alle persone fragili, ed è doveroso, un altro è la legge sbagliata del reddito di cittadinanza. Tutte le leggi, ribadisco, hanno una valenza educativa e determinano un comportamento e una concezione di sé e della realtà. Le leggi che determinano un assistenzialismo senza controlli e senza necessità sono deleterie per lo sviluppo del Paese e non bisogna lamentarsi del superamento di questa normativa, ma impegnarsi perché ne venga introdotta una veramente adeguata in favore di chi ha bisogno".

Il volontariato sociale che Romagna Solidale e gli altri enti in cui è stato impegnato come cercano di evitare l’assistenzialismo che lei reputa deleterio?

"Attraverso un approccio propositivo, qui nel nostro territorio come nei progetti in Africa: stare vicini e voler bene alle persone vuol dire avviare un percorso per mettere in condizione chi è preso in cura di afffrancarsi dal bisogno, non di essere assistito permanentemente".

Il reddito di cittadinanza è il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, ma le proteste per la sua revoca arrivano anche da altre parti dell’opposizione alla Meloni.

"Sono sorpreso dai toni utilizzati dal Pd che non mi parve certo entusiasta di questo provvedimento. Francamente non riesco a capire le ragioni, è evidente che il reddito di cittadinanza non era il modo giusto di intervenire e il suo superamento è un bene".