Scure sul reddito di cittadinanza "Lo perderanno 1.500 famiglie"

Cgil, Cisl e Uil territoriali allarmati per l’abolizione. "Finora è stato percepito in provincia da tremila nuclei, più della metà ne resterà privo. I poveri sono un’emergenza sociale e le misure alternative sono inefficaci" .

Scure sul reddito di cittadinanza  "Lo perderanno 1.500 famiglie"
Scure sul reddito di cittadinanza "Lo perderanno 1.500 famiglie"

di Andrea Alessandrini

La metà dei percettori cesenati e provinciali perde il reddito e crescerà ancora di più la povertà nel territorio, dove già esistono non poche persone che vivono in condizioni di estrema difficoltà e necessitano di supporto e assistenza. L’allarme proviene dai sindacati cesenat.i nella controversa fase di passaggio dal reddito di cittadinanza che viene meno, per un’ampia platea di percettori, alle nuove misure varate dal Governo, su cui si è acceso il dibattito nel Cesenate.

"Il Governo toglie risorse alle famiglie più povere e mette in difficoltà i territori – accusa Alessandro Celli, segretario organizzativo Cgil Cesena–. Anche se la nostra Provincia si mantiene su buoni livelli di reddito medio pro-capite, le situazioni di difficoltà economica non mancano, inoltre l’emergenza alluvione e i ritardi nell’erogazione dei ristori, per le famiglie colpite da frane e alluvioni, peggiorano il quadro. In provincia sono poco più di tremila famiglie che lo scorso anno hanno ricevuto almeno una mensilità di reddito di cittadinanza, in calo rispetto al periodo del Covid e togliere alle famiglie indigenti un supporto intorno ai 400 euro al mese è incomprensibile". "Con le novità introdotte – conclude il segretario organizzativo Cgil cesenate – più della metà delle famiglie aventi diritto rischiano di perdere la fonte di reddito mensile".

"L’aumento della povertà richiede risposte efficaci - afferma Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna –. Pur con lacune, il reddito di cittadinanza rappresenta uno strumento fondamentale nella lotta contro la povertà, in un paese dove il numero di persone bisognose continua ad aumentare. Cisl Romagna è aperta alle possibili novità introdotte dal Governo ma con vincoli ben definiti – aggiunge Marinelli –. La preoccupazione principale riguarda il messaggio di notifica inviato alle persone che perdono il diritto al reddito di cittadinanza, invitandole a rivolgersi o attendere comunicazioni dai servizi sociali. Vanno accelerate le procedure per evitare che molte persone si rivolgano alle strutture senza ricevere risposte puntuali e serve più chiarezza sulle misure proposte per i nuovi supporti".

Anche la Uil è preoccupata per il post reddito di cittadinanza. "Quello strumento - dichiara il segretario cesenate Paolo Manzelli - rispondeva alle esigenze di un numero importante di persone in stato di necessità, tuttavia non è riuscito ad ottenere i risultati auspicati. Questo non significa però che sia stato giusto cancellarlo anzi serviva migliorarlo con un collegamento più stretto tra misura di sostegno e politiche attive. In tal senso vanno valorizzati i centri per l’impiego e i soggetti deputati al collegamento e e tra domanda e offerta. Governo e Regioni devono realizzare restrumenti per costruire una garanzia di entrata nel mondo del lavoro. La comunicazione della revoca via sms? Irricevibile, e le attuali misure del Governo insufficienti".