Si fingono poliziotti o avvocati. Truffatori in azione: anziani sotto tiro

Tre tentativi di raggiro scongiurati nel giro di poche ore. Allarme della polizia: "Contattateci subito"

Si fingono poliziotti o avvocati. Truffatori in azione: anziani sotto tiro
Si fingono poliziotti o avvocati. Truffatori in azione: anziani sotto tiro

Tre persone bloccate, due arresti e tanti tentativi di truffa scongiurati in appena poche ore. Cercare di estorcere denaro alle fasce deboli della popolazione è una delle piaghe più meschine con le quali la nostra società deve fare i conti: purtroppo lo sanno bene anche i cesenati, che in particolare in questi giorni hanno dovuto fare i conti con una recrudescenza di questo tipo di reato. Contando soltanto i contatti registrati lo scorso martedì infatti la sala operativa della questura ha ricevuto ben quattro segnalazioni da parte di persone anziane che hanno raccontato di essere state avvicinate da chi millantava di essere un poliziotto o un avvocato chiedendo soldi.

Tutti i tentativi di spillare denaro si sono fortunatamente rivelati senza esito grazie alla prontezza e alla lucidità delle potenziali vittime che, contattando le forze dell’ordine, hanno sventato i piani orditi nei loro confronti. Generalmente questo tipo di truffa inizia con una telefonata sul telefono fisso della persona presa di mira, preferibilmente anziana, nel corso della quale un sedicente poliziotto o avvocato racconta che un parente, magari un figlio o un nipote, è rimasto coinvolto in un incidente e avrebbe bisogno, per non avere problemi con la giustizia, di pagare subito, in contanti, una sorta di cauzione.

Accade talvolta che la vittima, messa in agitazione dalla telefonata concitata e spesso disturbata nella comunicazione, creda al racconto e fornisca il denaro a un emissario inviato a casa dal finto poliziotto o avvocato, ma in realtà suo complice. Tra le tecniche utilizzate dai truffatori, c’è quella di tenere in linea il più possibile la vittima, magari con lunghe telefonate, allo scopo di impedirle di allertare i soccorsi. I truffatori generalmente chiedono anche il riferimento di un numero di telefono cellulare, tenendo così impegnata anche quell’utenza. In questi casi, l’aspetto dirimente riguarda la tempestività della richiesta d’aiuto, da effettuare non tramite sconosciuti, ma rivolgendosi direttamente al numero di emergenza 112.

Proprio grazie all’individuazione del pericolo e alla collaborazione delle vittime, la questura negli ultimi giorni è riuscita a bloccare tre persone (di cui due tratte in arresto) dedite a questa tipologia di reato e a prevenire altri episodi. Anche chi fosse rimasto vittima di un raggiro non deve esitare a raccontare quanto accaduto, sporgendo denuncia e attivando le così le indagini, a tutela sua e della collettività.

Le forze dell’ordine ribadiscono intanto i consigli utili per evitare questo genere di trappole: è fondamentale non aprire la porta a sconosciuti, anche se si presentano in divisa, prima di aver verificato direttamente con le forze dell’ordine o con le aziende di pubblica utilità l’invio di personale autorizzato. In ogni caso nessun operatore di banca, ufficio postale o azienda è autorizzato a recarsi a un domicilio per chiedere soldi o verificare banconote eventualmente contraffatte. Serve evitare abbracci o ogni altri tipo di contatto da parte di sconosciuti. Meglio non ritirare importanti somme di denaro in contanti e in ogni caso gli anziani farebbero meglio a recarsi al bancomat o allo sportello accompagnati. Nel caso in cui ci si senta seguiti, è bene entrare in un negozio, piuttosto che in qualunque altro luogo sicuro e da lì contattare il 112. Particolare attenzione deve essere dedicata anche dai parenti degli anziani, così come dai vicini di casa e dal personale di istituti di credito e postali: gesti apparentemente di piccolo conto, possono rivelarsi decisivi.