Sterzata del Comune sugli insoluti. Tributi evasi, recupero triplicato

L’assessore Acerbi ha stilato in commissione il bilancio di legislatura: in cinque anni sono stati intercettati 22 milioni di Imu e Tari non pagati contro i sette dal 2014 al 2019. "Merito di tutti i gruppi consiliari uniti" .

Sterzata del Comune sugli insoluti. Tributi evasi, recupero triplicato

Sterzata del Comune sugli insoluti. Tributi evasi, recupero triplicato

Dal 2014 al 2019 l’amministrazione comunale ha recuperato sette milioni di tributi non pagati (Imu e Tariffa Rifiuti), mentre dal 2019 al 2023 il recupero si è più che triplicato salendo a 22 milioni, con una perentoria sterzata, per un totale di oltre trenta milioni nel decennio.

Nell’ultimo trimestre l’amministrazione comunale ha inoltre recuperato 800mila euro di tributi insoluti, mentre prima dell’inizio di questa legislatura la media non superava i centomila euro nello stesso periodo. Sono alcuni dei dati diffusi dall’assessore al bilancio e ai tributi Camillo Acerbi alla seduta della commissione consiliare presieduta da Denis Parise sulla situazione relativa al recupero dei tributi non pagati, richiesta dal gruppo consiliare Cambiamo, nella quale hanno preso la parola anche Luigi Di Placido, consigliere di Cambiamo, Franco Pedrelli, esperto per conto di Cambiamo, Angela Lucchi e Luca Magnani per il Pd.

L’assessore ha fatto il punto a fine mandato sulle azioni del Comune che hanno riscosso l’apprezzamento di tutti i gruppi consiliari (il M5S fu il primo a sollevare la questione nella scorsa legislatura) rimarcando che i molti passi fatti rappresentano un merito dell’intero consiglio comunale raccogliendo le sollecitazioni del quale nel 2019 è stato avviato un percorso su tredici punti per migliorare la gestione degli insoluti.

L’assessore nel suo intervento ha affrontato tre temi: lotta agli insoluti (vale a dire i crediti che il comune deve esigere dalle tasse alle bollette), la riscossione quando il credito si deteriora da parte degli enti preposti che possono ricorrere anche al pignoramento, e infine la lotta all’evasione.

"Gli insoluti erano e sono tuttora una spina nel fianco del bilancio – ha aggiunto l’assessore al bilancio – ma va detto che già nel 2019, prima che partissero le nostre azioni, Cesena aveva una media pro capite di insoluti inferiore a quella di Forlì, Rimini e Ravenna e molto più virtuosa alla media nazionale. Ciò non significa che non fosse necessario impostare un robusto percorso di miglioramento. Gli uffici lavoravano sodo anche prima e va detto che i cittadini cesenati nel pagare i debiti sono in media molto ligi e non vanno descritti come furbetti seriali".

"II solo prendere atto della necessità di utilizzare i solleciti nel pagamento delle multe al Codice della Strada, quasi il 50% degli insoluti complessivi - ha prodotto benefici insperati – mettono in luce Luigi Di Placido e Franco Pedrelli (Cambiamo) –. Occorre riconoscere i meriti al dirigente della Ragioneria, cosi come il contributo dell’assessore Acerbi. Molte delle nostre proposte sono state recepite, ma resta ancora tanto da fare: l’Ufficio Unico delle Entrate potrebbe garantire un maggiore coordinamento tra gli uffici comunali, ad esempio. Quanto alle infrazioni al codice della strada, rappresentano la metà degli insoluti e questo significa che non si può pensare di risolvere il problema senza il diretto coinvolgimento della polizia locale".