Svelato il nuovo brand. Manifesti, gagliardetti e totem: si fa pubblicità al mercato ambulante

Presentato ieri in Comune con lo slogan "Dove si incontra la città". I vessilli verranno affissi nelle bancarelle. L’assessore: "Primi a riaprire . dopo il covid". Il 60% degli operatori è straniero. "Manca il ricambio".

Scatta per il più amato dai cesenati – il mercato ambulante bisettimanale tutt’uno con la storia della città che al sabato calamita oltre duemila visitatori e nelle iniziative straordinarie anche cinquemila – un’operazione di branding e marketing in due distinte fasi di attuazione. La prima riguarda l’aspetto grafico con manifesti che verranno già diffusi da lunedì, la seconda proseguirà nel tempo con materiali di segnaletica e arredo urbano, a partire da gagliardetti di riconoscimento identitari con la scritta Mercato Cesena da affiggere nei banchi e dei totem con medesimo slogan e colore bordeaux nei punti d’ingresso del mercato.

Il sindaco Enzo Lattuca, l’assessore allo sviluppo economico Luca Ferrini, i rappresentanti di Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti (nella foto) hanno svelato il nuovo brand progettato da Matilde Studio di Luca Toni che ha illustrato i nuovi strumenti promozionali, sostenuti anche dalla Camera di Commercio Romagna. "La nuova veste grafica con il claime ’Dove si incontra la città’ - hanno evidenziato sindaco e assessore – rappresenta il compimento di un percorso di qualificazione quinquennale condotto da amministrazione e associazioni di categoria che ha fato perno sul rinnovo dell’arredo urbano, sulla rimozione delle barriere architettoniche in occasione dei lavori in viale Mazzoni e sulla sostituzione delle pavimentazioni ammalorate". Nel brand Mercato è parola chiave con sottinteso ambulante. Il nuovo mercato ridisegnato nel post covid prevede posteggi ’tra i boulevard’ – li ha così definiti un ispirato assessore Ferrini – collocati su più file lungo lo stesso asse. Gli ingressi sono molteplici e in totale i posteggi esistenti sono al momento 213. Le bancarelle di abbigliamento sono il 50% seguite dai tessuti e dalle calzature.

In piazzetta San Domenico sono concentrati i banchi alimentari, mentre lo spostamento di quelli dei prodotti bio dal lungosavio allo stadio ha racclolto apprezzamenti e buon afflusso. "Siamo stati il primo mercato in Regione a riaprire dopo la pandemia – ha precisato Ferrini – e abbiamo colto la sventura del Covid come occasione per ripartire rinnovandoci".

"È raro che un comune investa in una campagna promozionale su un mercato di imprese private - ha messo in luce il sindaco Lattuca – ed è il segno della considerazione che gli tributiamo per il ruolo di traino che riveste per l’intero centro storico". Ma il mercato presenta criticità. "Il ricambio generazionale latita - hanno lamentato il presidente e vicepresidente di Fiva Confcommercio Alverio Andreoli e Massimo Sagginati –: a scoraggiare i più giovani sono gli orari di lavoto impegnativi. Tuttavia il mercato resta il centro propulsore del cuore della città, a beneficio anche dei negozi in sede fissa e degli istituti culturali".

Un mercato sempre più multietnico: oltre il 60% degli operatori proviente dall’estero.

"Uno dei segreti dello sviluppo del mercato ambulante – hanno convenuto assessore, Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti – è che amministrazione e associazioni hanno lavorato in questi cinque anni con un idem sentire e in collaborazione costante per migliorare l’assetto e i servizi di uno dei mercati più belli in Romagna e si vedono i frutti".