"Videosorveglianza incompiuta". L’accusa del commissario Pascarella

L’ex dirigente del Commissariato ora capo di Forza Italia: "Realizzata solo una parte del progetto"

"Videosorveglianza incompiuta". L’accusa del commissario Pascarella

"Videosorveglianza incompiuta". L’accusa del commissario Pascarella

I recenti fatti di cronaca che hanno riguardato rapine e furti in attività commerciali, hanno riportato d’attualità sui tavoli della politica il tema della sicurezza. Sull’argomento nelle scorse ore è in effetti intervenuto anche il commissario cesenate di Forza Italia Michele Pascarella, particolarmente espetto della materia visto il suo passato alla guida del commissariato di polizia della città. "Mi preme fare mio – si legge nella sua nota - il grido di allarme lanciato dal comitato comunale di Confcommercio Cesena presieduto da Augusto Patrignani, che si è chiesto che fine hanno fatto i progetti di videosorveglianza avviati anni fa e rimasti incompiuti. A questa legittima domanda chiaramente rivolta al sindaco Lattuca, mi sento però di rispondere io, avendo partecipato alla stesura di quel progetto con il sindaco Paolo Lucchi. Quel progetto fu presentato alla fine del 2015 e vide la luce con un protocollo tra Comune e Prefettura l’anno successivo. Ci dovevano essere 400 telecamere di cui alcune posizionate all’ingresso degli assi viari che conducevano al centro città, del tipo cosiddetto ‘intelligenti’ cioè in grado di leggere le targhe ed inseguire su tutto il territorio cittadino, le auto segnalate dalle forze dell’ordine. Di quel progetto ne è stata realizzata solo una parte. Purtroppo da allora evidentemente questa non è stata più una priorità di questa amministrazione".

La replica del sindaco Enzo Lattuca è arrivata a stretto giro: "Forse Pascarella confonde Cesena con un’altra città. Forlì, per esempio. Lo dico perché la realtà del nostro territorio non corrisponde alla sua ricostruzione: in città già ora sono attive 356 ottiche, che entro la fine del 2024 saliranno a 440. Ovviamente tra queste sono comprese anche quelle ‘intelligenti’ citate da Pascarella. Lo avevamo annunciato lo scorso 4 dicembre, citando anche una specifica implementazione nelle zone maggiormente strategiche e sensibili. Aggiungo anche che proprio in queste ore, a pochissima distanza dalla rapina perpetrata lo scorso venerdì in centro storico, le forze dell’ordine, che ringrazio sentitamente per la loro massima dedizione, proprio grazie anche ai sistemi di videosorveglianza sono riuscite a individuare e a denunciare i presunti responsabili del colpo. Fatti come questo dimostrano in maniera inequivocabile che a Cesena lo Stato c’è".

Sul tema è intervenuto anche il candidato sindaco dello schieramento di centrodestra Marco Casali: "A Cesena in materia di sicurezza, dopo anni di immobilismo delle amministrazioni di sinistra, ci troviamo ostaggi della cronaca: credo che i fatti accaduti nelle ultime ore nella nostra città impongano una seria riflessione sul tema. Sicurezza e legalità sono due fondamentali fattori di un solido sviluppo imprenditoriale. Dal controllo delle zone industriali, ai varchi della città per arrivare alla zona della stazione: ogni parte del nostro territorio deve avere una modalità diversa, puntale e dinamica di controllo. Le soluzioni tecnologiche e digitali possono essere un importante ausilio, ma non si può prescindere dalla presenza fisica delle forze dell’ordine. Da tempo, per esempio, chiediamo un presidio fisso alla stazione".