Editoriale

Il vuoto attorno alla torre

Mentre il Comune di Bologna annuncia che entro la fine dell’anno la Garisenda sarà definitivamente messa in sicurezza, scongiurando il rischio crollo, le zone attorno al cantiere di questa torre simbolo della città stanno diventando terra di nessuno. Le ricadute dell’emergenza Garisenda su Bologna stanno emergendo in questi mesi: dopo la paura per un possibile crollo, la rivoluzione del traffico, il calo di affari nelle vicine attività economiche, ecco che adesso scoppia l’allarme criminalità. La zona, di giorno, è abbastanza affollata, ma verso sera e di notte – complice la chiusura di alcune vie – i negozi finiscono appunto nel mirino dei ladri. Pochi tempo fa la vetrina di una profumeria è stata spaccata e i proprietari hanno subito il furto della cassa e di un computer; episodio simile si è verificato ai danni di un bar, anche se fortunatamente i vetri hanno resistito. Insomma, come denunciano alcuni commercianti, il cantiere porta criminalità. Certo, si tratta di casi non eclatanti, ma purtroppo l’affare Garisenda sta avendo ripercussioni da non sottovalutare. Intanto, i turisti di passaggio sono diminuiti drasticamente - anche l'Asinelli è chiusa alle visite - e soprattutto chi ha attività nelle zone chiuse al traffico si chiede quando si potrà tornare alla normalità. Tempi certi non ce ne sono anche perché una valutazione dettagliata dei ‘mali’ della torre ancora non c’è. Purtroppo, qui si scontano errori del passato e una mancanza di manutenzione e attenzione per uno dei simboli della città. Probabilmente con maggiore precauzione, monitoraggi più attenti, non sottovalutazione del problema si sarebbe potuta evitare la chiusura, delle torri e del cuore della città. Mentre ora Bologna si ritrova con le Due Torri negate ai visitatori, il traffico cittadino sempre più caotico e una serie di strade che rischiano di diventare terreno fertile per la delinquenza. Complimenti.