Editoriale

Piace la settimana corta

Dopo la Lamborghini, anche la Renner. A Bologna si continua a puntare sulla settimana corta in fabbrica: 4 giorni o il venerdì mezza giornata. Il primo esempio, appunto, è arrivato nell'integrativo firmato all'interno della casa automobilistica, che ha sede a un passo dalle Due Torri, e ora tocca a una impresa di vernici, la Renner, che produce a Minerbio, sempre nel Bolognese; ha un azionariato brasiliano e manager italiani doc. L'intesa con la Cgil prevede un sistema graduale di riduzione oraria settimanale, un venerdì al mese, con termine del turno alle 13. Ogni sei mesi la riduzione oraria verrà applicata a un venerdì in più: nel giro di due anni il turno terminerà alle 13 tutti i venerdì. A tutto questo si aggiungono più giorni di congedo parentale, la banca ore solidale e un aumento della quota economica di welfare aziendale.

Insomma, i lavoratori continuano a chiedere - ottenendolo - maggior tempo da dedicare alla propria vita e le imprese, almeno a Bologna, rispondono presente. L'obiettivo è quello di dare maggiore libertà e flessibilità ai dipendenti, consentendo loro quindi di avere maggiori pause dal lavoro per dedicarsi ai propri cari, agli affetti e ai propri hobby. Non è un fenomeno da sottovalutare, in particolare in un panorama dove le persone lamentano sempre di più carichi di lavoro pressanti, stress e difficoltà appunto a crearsi una dimensione al di fuori delle mure di uffici e fabbriche proprio per mancanza di tempo. Bologna fa scuola, quindi. Speriamo che in Italia esperienze così si moltiplichino. Ne gioverebbe, sicuramente, sia al benessere delle persone, ma anche alla loro produttività.