Editoriale

Una Virtus da 100 e lode

Gli aggettivi ormai sono finiti. La Virtus invece no. Così, alla Segafredo Arena, dopo aver battuto il Barcellona, la Virtus si ripete contro il Maccabi. Un’altra squadra che ha esperienza, fisicità e talento. E tanta velocità. E infatti all’inizio la Virtus ci capisce poco: attacca bene, ma non trova le contromisure per stoppare la marea gialla, in questo caso più blu che gialla. Poi, però, ci pensa lui, Luca Banchi. Che adesso è più di un coach. E’ un mago che di volta in volta trova protagonisti diversi. Lundberg non ripete (non era facile) la prova contro il Barcellona? Ecco le triple e la difesa di Smith. E, a proposito di difesa, il Cobra, al secolo Ognjen Dobric, sporca mille palloni. E quando ci vogliono i centimetri, allora tutto passa dalle mani di mister Muscolo. Chi è mister Muscolo? E’ Toko Shengelia, lineamenti da antica statua assira e intelligenza sopraffina. Lui e Hackett si trovano a meraviglia. E anche il Grande Vecchio (non si offenda, la carta di identità non è un qualcosa di meno, anzi, vale doppio) Belinelli sa sempre cosa fare. La Virtus in Eurolega davanti ha solo il Real Madrid e il Barcellona, cioè due corazzate costruite per vincere. La Virtus non è stata assemblata per perdere, è chiaro, ma un gruppo così in alto non se lo aspettava nessuno. In attesa del derby d’Italia di domenica, al Forum contro l’Olimpia Milano, la Virtus ha dimostrato, una volta di più, di non aver paura di nessuno.