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9 apr 2022

"Tessere cammini di pace iniziando dalle nostre case"

Pasqua, il messaggio dell’arcivescovo Francesco Massara

lucia gentili
Cronaca
L’arcivescovo Francesco Massara
L’arcivescovo Francesco Massara
L’arcivescovo Francesco Massara

di Lucia Gentili

"Carissimi sorelle e fratelli, non vi nego che avevo sperato in una Pasqua migliore ma, per le tristi e purtroppo note vicende sociali, sanitarie, economiche e internazionali che continuano a ferire il mondo, sembra quasi impossibile viverla e celebrarla con autentica gioia nella quotidianità della nostra vita". Inizia così il messaggio pasquale monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino e vescovo di Fabriano-Matelica. Che porta però con sé la speranza della risurrezione. "La morte è entrata così prepotentemente nella nostra vita, da avvelenare il cuore e occuparne tutti gli spazi – prosegue –. Se perdiamo la speranza che le cose possano cambiare perché la crisi economica si fa sentire, perché la ricostruzione stenta a ripartire, perché i lavoratori rischiano di essere lasciati a casa, viviamo la morte della nostra dignità. Se guardiamo inermi i nostri bambini, i ragazzi e i giovani che lentamente stanno perdendo tempo preziosissimo destinato a costruire le loro relazioni, viviamo la morte del futuro. Se guardiamo fuori dai nostri confini e restiamo attoniti ascoltando le terribili notizie della guerra, viviamo la morte della pace e della civiltà umana. Certo, è veramente pesante questo tempo, non possiamo nascondercelo, ma in questo buio e ombra di morte, ancora una volta, si fa strada una luce, un annuncio, un’incredibile e inaudita speranza: ’Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto’. (Lc 24,1-12). È risorto, se già qui e ora anticipiamo qualcosa di ciò che vivremo in pienezza alla fine della storia. È risorto, se la gioia pasquale, nonostante i problemi, le fatiche e le sofferenze, diventa segno distintivo della nostra fede. È risorto, se un uomo e una donna sono in grado di camminare nella fedeltà del dialogo e del perdono reciproco. È risorto, se siamo disposti a ridare speranza a chi l’ha perduta, fede a chi cerca risposte, amore a chi soffre. È risorto, se siamo in grado di operare un servizio generoso e senza interessi di parte per il bene della comunità civile. È risorto se siamo disponibili all’accoglienza solidale, a generosità senza confini, a tessere cammini di pace iniziando dalle nostre case e dalle nostre comunità. Auguro a tutti una Santa Pasqua, da celebrare con amore e santità di vita".

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