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21 mag 2022

"Colonscopie di qualità per prevenire i tumori"

La Gastroenterologia di Carpi, diretta da Mauro Manno, centro di riferimento nazionale. "L’esame è cambiato: ora è più tollerabile"

21 mag 2022
maria silvia cabri
Cronaca
Il dottor Mauro Manno (al centro) con alcuni dei sui collaboratori
Il dottor Mauro Manno (al centro) con alcuni dei sui collaboratori
Il dottor Mauro Manno (al centro) con alcuni dei sui collaboratori
Il dottor Mauro Manno (al centro) con alcuni dei sui collaboratori
Il dottor Mauro Manno (al centro) con alcuni dei sui collaboratori
Il dottor Mauro Manno (al centro) con alcuni dei sui collaboratori

di Maria Silvia Cabri

La struttura complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ausl, diretta da Mauro Manno, ancora una volta si pone come centro di riferimento a livello nazionale e non solo. A Carpi infatti, martedì pomeriggio (Auditorium San Rocco) ci sarà un masterclass sulla colonscopia.

Dottor Manno, su cosa verte il convegno?

"L’obiettivo è di presentare le più recenti innovazioni cliniche e tecnologiche nell’ambito delle patologie del colon di competenza endoscopica. Procedure endoscopiche, presentazioni frontali e dibattiti con esperti di rilievo internazionale, in modo da poter fornire un aggiornamento esaustivo dei temi collegati alla diagnosi e alla terapia endoscopica. Oltre ai docenti in presenza, tra cui il responsabile scientifico Alessandro Repici e Raf Bisschops, segretario della Società europea di Endoscopia digestiva, parteciperanno due dottoresse della nostra unità operativa, Giovanna Impellizzeri e Paola Soriani, e abbiamo già oltre 400 iscrizioni di professionisti di tutta Europa (grazie al collegamento via web)".

Perché è stata scelta Carpi come sede?

"La nostra unità operativa si è affermata come leader nel campo della colonscopia ‘di qualità’. Ci siamo distinti per l’esecuzione delle colonscopie partendo da una grande attenzione per i dettagli, che sono fondamentali per la buona riuscita dell’esame".

Cosa si intende per colonscopia ‘di qualità’?

"E’ un esame con certi requisiti di garanzia per il paziente, per garantire allo stesso il minor fastidio e al tempo stesso i migliori risultati diagnostici e terapeutici. Il che risulta ancora più importante se l’esame si colloca nell’ambito di una campagna di screening del cancro colo-rettale".

Quali sono i passaggi?

"Si parte dalla preparazione: tre anni fa siamo stati tra i primi in Italia ad utilizzare un nuovo prodotto che consente al paziente di assumere non più quattro ma un solo litro di prodotto e ciò garantisce una maggiore efficacia nell’esecuzione dell’esame. In Ausl vengono eseguite 11mila colonscopie l’anno. In passato, avevamo in un anno circa un 7% di colonscopie con preparazione inadeguata, ovvero circa 770 esami che dovevano essere riprogrammati. Grazie all’introduzione di questo nuovo prodotto abbiamo azzerato il numero di colonscopia da riprogrammare con conseguenze positive ad esempio sulle liste d’attesa".

Altro aspetto è quello della sedazione profonda.

"Sto lavorando alla stesura delle linee guida europee sulla sedazione profonda che consente l’esecuzione dell’esame in maniera indolore per il paziente. Questo ci permette di esplorare tutto il colon senza mai doverne interrompere la colonscopia per intolleranza del paziente. E per l’ìidentificazione della lesione abbiamo a disposizione strumenti ad alta definizione che ci consentono di vedere meglio e caratterizzare quelle che sono le lesioni e di conseguenza stabilire il trattamento migliore. Anche sotto questo aspetto siamo tra i centri in Italia che vantano una maggiore esperienza".

© Riproduzione riservata

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