di Silvia Saracino Per la prima volta nella storia i lavoratori di Twinset scioperano. Anche se si tratta di un fermo lavorativo di appena un’ora, dalle 8.30 alle 9.30 di questa mattina, e sulla cui ampia adesione i sindacati sperano ma non scommettono, è un evento assolutamente inedito per il colosso della moda controllato dal fondo americano Carlyle Group. Il casus belli è il rifiuto, da parte dell’azienda, di sottoscrivere un contratto...

di Silvia Saracino

Per la prima volta nella storia i lavoratori di Twinset scioperano.

Anche se si tratta di un fermo lavorativo di appena un’ora, dalle 8.30 alle 9.30 di questa mattina, e sulla cui ampia adesione i sindacati sperano ma non scommettono, è un evento assolutamente inedito per il colosso della moda controllato dal fondo americano Carlyle Group.

Il casus belli è il rifiuto, da parte dell’azienda, di sottoscrivere un contratto integrativo per introdurre nuovi diritti e benefit ai 300 lavoratori di cui la stragrande maggioranza donne.

Un rifiuto inspiegabile, per i sindacati Cgil e Cisl, per un’azienda che «negli ultimi anni si è sviluppata molto, anche dal punto di vista dello stabilimento, con la nuova ed elegante sede sita in via del Commercio 32».

Tra le richieste, maggiore possibilità di ottenere il part-time, il miglioramento del buono pasto, la possibilità di introdurre una sorta di staffetta generazionale per facilitare l’avvicinamento alla pensione liberando posti di lavoro per i giovani. Ulteriori benefici a fronte di condizioni di lavoro già buone ma, visti i risultati economici e la prassi in altre grandi aziende, anche a Twinset dipendenti e sindacati pensavano di poter ottenere un contratto di secondo livello. I nuovi titolari, subentrati alla stilista Simona Barbieri e Tiziano Sgarbi, la pensano diversamente: ulteriori premi e benefit sono legati ad una logica meritocratica.

«Dopo un anno di trattative – spiegano Sergio Greco di Filctem Cgil Carpi e Roberto Giardiello di Femca Cisl Emilia centrale – Twinset ha rigettato la strada della contrattazione collettiva ripiegando su una contrattazione individuale con premi gestiti esclusivamente dall’azienda, che potrà così decidere in maniera unilaterale a chi elargire il premio».

I lavoratori non ci stanno e per la prima volta hanno eletto i loro rappresentanti sindacali, i quali sono ora il punto di riferimento per Cgil e Cisl.

Tra le pareti dell’avveniristico stabilimento nella zona industriale gli animi si sono scaldati e nel corso dell’ultima assemblea i lavoratori hanno dato mandato ai sindacati di indire lo sciopero.

«I sindacati e le rsu auspicano comunque una ripresa della trattativa che possa riportare le parti ad un dialogo corretto e soddisfacente per tutti».