Carpi, finale già visto. Ravenna come la Carrarese

Il testa a testa in cinque giornate per conquistare la Lega Pro ha un precedente. Tredici anni fa nella vecchia C2 i biancorossi se la giocarono con i toscani.

Carpi, finale già visto. Ravenna come la Carrarese

La curva del Carpi: momento esaltante questo per i tifosi biancorossi

Il testa a testa in 5 giornate col Ravenna per conquistare la Lega Pro è un déjavu per il Carpi, che ha già vissuto un finale del genere nel suo recente passato e che spera possa andare a finire allo stesso modo. L’orologio biancorosso va a 13 anni fa, alla stagione 2010-11 in Seconda divisione Lega Pro, le vecchia C2, quando la squadrra allenata da Stefano Sottili si giocò tutto nelle ultime 5 giornate con la Carrarese. La situazione era la stessa, visto che Cesca e compagni si presentarono a 450’ dalla fine a +2 sui toscani del patron Gigi Buffon.

Un margine che in realtà sul campo era di 3 punti, ma che proprio nella settimana che precedette le ultime 5 gare si ridusse di un punto per via del -1 di penalizzazione che il Carpi si vide assegnato per il caso-Malatesta, l’attaccante partito a gennaio che contestò un ritardo nell’ultimo pagamento. La prima delle ultime 5 sfide vide un doppio pari, quello del Carpi in casa 1-1 con la Giacomense, con Cesca che al 92’ evitò la sconfitta, e quello della Carrarese a Giulianova. Il +2 rimase tale anche nel turno successivo, col sudato 1-0 sul San Marino (Cesca) e il 2-1 dei toscani sulla Sangiovannese.

Nella terz’ultima giornata il 3-1 di Fano (Bigoni, Pasciuti e Nicolini) permise al Carpi di rispondere al colpo (1-0) del marmiferi a Bellaria. A trasformare il +2 in +3 arrivò poi a 180’ dalla fine la sentenza dell’arbitrato del Coni, voluto fortemente dal patron Bonacini nonostante la bocciatura in appello, che diede ragione al Carpi sul caso Malatesta togliendo il -1. I biancorossi si presentarono così a +3 nelle ultime du giornate: il primo maggio il Carpi piega il Giulianova 3-0 (Cesca, Fabiano e Cioffi) e la Carrarese regola i Crociati. Si decide tutto nell’ultimo assalto, in cui al Carpi serve un punto, perché in caso di parità sarebbero i toscani a salire per gli scontri diretti (ora invece ci sarebbe lo spareggio). L’epilogo sembra scritto da Alfred Hitchcock perché Carpi e Carrarese giocano in trasferta sui campi di Prato e San Marino, che sono appaiate e dirette rivali per conquistare i playoff.

Al "Lungobisenzio" si resta sullo 0-0 fino al 97’, con l’ingresso di un’ambulanza per un infortunio che entra nel libro delle "leggende" biancorosse. A San Marino la Carrarese va avanti 2-0 (ma deve sperare che il Carpi perda per l’aggancio vincente) e nel finale subisce il prevedibile 2-2 dei titanici. Solo al fischio finale allo stadio Olimpico arriva al 98’ il gol di Varricchio del Prato (qualificato così ai playoff), che fa scattare la festa da C1 del Carpi, con Bonacini portato in trionfo sotto ai mille tifosi biancorossi. Un epilogo che spera di ripetere anche questo Carpi 13 anni dopo.

Davide Setti