Che sfida tra Bianco e Vanoli. I due grandi allievi contro

Il primo ha imporarato da De Zerbi ed Allegri, il secondo ha ’studiato’ con Conte. Ecco perché la gara di domenica è un derby fra promesse della panchina.

Che sfida tra Bianco e Vanoli. I due grandi allievi contro
Che sfida tra Bianco e Vanoli. I due grandi allievi contro

Si impara sempre, di giorno in giorno. Soprattutto nello sport, ormai in evoluzione perenne, così come il calcio ormai non più ancorato a certi dogmi tattici del passato. A proposito di gavetta e di ’alunni’ che hanno saputo coltivare la propria idea al fianco di allenatori illustri, la partita di domenica al Penzo di Venezia metterà di fronte due ragazzi (a loro farà piacere sentirselo dire, nonostante i rispettivi 46 e 51 anni) arrivati a dirigere una panchina dopo aver collaborato con i big di questo calcio italiano.

Paolo Bianco, lo sappiamo, ha viaggiato a braccetto con Roberto De Zerbi prima e Max Allegri poi, lui stesso non ha mai sminuito le esperienze da collaboratore in Ucraina allo Shakhtar (formativa anche umanamente per ovvi motivi) e alla Juventus, scelte appositamente per crescere e capire in che modo questi due top vedessero il calcio. Ed è proprio dalla visione di uno dei suoi maestri che, Paolo Vanoli, ha iniziato a macinare i suoi passi da allenatore.

L’attuale tecnico del Venezia è stato un membro dello staff di Antonio Conte, al Chelsea dal 2017 al 2018 e all’Inter nelle due stagioni dal 2019 al 2021 culminate col tricolore nell’anno degli stadi chiusi dalla pandemia. Per altro, Vanoli non ha mai nascosto la sua passione nerazzurra: "Ringrazierò sempre Conte, insieme a lui ho vinto lo scudetto con la mia Inter", dichiarò nel corso di una intervista nell’ottobre del 2023.

Il 3-5-2 che oggi è marchio di fabbrica di un Venezia che Vanoli ha preso in mano nel novembre 2022, immerso nelle acque torbide della zona retrocessione della B, ha portato i lagunari ai playoff la scorsa stagione e oggi al quarto posto ma ad un punto dalla promozione diretta. Secondo miglior attacco, difesa a tratti da rivedere, ma è il difetto classico di una formazione che fa della qualità e del pallino del gioco il suo punto di forza. Alla Conte, e un po’ alla Ventura con il quale ha invece condiviso la non felicissima avventura in nazionale azzurra per una decina di partite dal 2016 al 2017 prima di volare in Inghilterra. Proprio il 3-5-2 ultimamente è diventato fondamentale anche per il Modena di Bianco, forse da accantonare a Venezia per le varie squalificate, ma è ancora presto per dirlo. Da De Zerbi Bianco ha certamennte ereditato la capacità di sorprendere in campo, di giocare a viso aperto cambiando, rendendosi a volte camaleontico e mai banale. Non esistono ruoli ma funzioni, i giocatori sono tutti importanti e nessuno indispensabile. Da Allegri, invece, la mentalità. Raramente è uscito dai ranghi con le parole, proprio come il ragioniere di Livorno.

Lucidità e realismo, senza dimenticare di ambire step by step. Li vedremo all’opera domenica, Bianco e Vanoli. Chissà che pure De Zerbi, Conte e Allgri non riescano a trovare un’oretta e mezza della loro giornata per loro.