Modena-Bari, crisi a confronto. Due filosofie opposte per uscirne

I galletti al terzo mister in panchina, mentre i gialli non hanno mai messo in discussione Bianco

Modena-Bari, crisi a confronto. Due filosofie opposte per uscirne

Modena-Bari, crisi a confronto. Due filosofie opposte per uscirne

Modena e Bari possono sembrare così vicine in questo momento (questione di tre punti), ma rappresentano i due poli esattamente opposti sul tema della gestione di una crisi di risultati.

Se, per i galletti, quello di lunedì 1 aprile sarà una sorta di appuntamento col destino, beh, lo si deve soprattutto alla conduzione della stagione in corso. È vero, lo schock della Serie A persa a pochi secondi da uno storico traguardo, davanti ad una città intera che di fronte al gol di Pavoletti avrebbe voluto fosse solo un incubo, ha pesato come un macigno e riprendere a camminare dopo un incidente del genere non sarebbe stato semplice per chiunque. Ma, ad un certo punto, è regnato il caos. L’esonero di Mignani, quello di Marino e ora la conduzione Iachini che pareva efficace salvo poi scontrarsi con gli evidenti limiti di una rosa sopravvalutata dalla famiglia De Laurentiis e dal direttore sportivo Polito. L’esatto contrario della gestione dei Rivetti. Già lo scorso anno, a seguito della partenza ’horror’ delle prime 5 giornate di campionato, la proprietà non aveva messo in discussione Tesser. Più in generale, lo abbiamo imparato a conoscere, il pensiero del club cozza sempre con chi vorrebbe ribaltoni in corsa, esoneri o cambiamenti. Se si inizia un progetto, lo si supporta con la fiducia che serve ed eventuali valutazioni saranno fatte solo a bocce ferme a fine maggio. Da qui, la scelta di chiudere con Tesser e affidarsi a Bianco, il progetto tecnico di quest’ultimo (al netto dei risultati) è stato sempre accompagnato con forza, persino in questi due mesi avari di punti.

In molti avrebbero voluto la testa dell’ex collaboratore di Allegri, ma non fa parte della filosofia dei Rivetti. La fretta è cattiva consigliera, la stessa fretta che sicuramente ha ingannato Ciro Polito quando ha scelto di comunicare a Mignani che non avrebbe più seduto sulla panchina biancorossa dopo una promozione in Serie B e una finale playoff in appena due anni di lavoro.

Si può essere più o meno d’accordo con la strada intrapresa da Carlo Rivetti, ma qualsiasi presidente o direttore sa bene che i cambi in corsa (soprattutto se diventano addirittura più di uno) rappresentano una sorta di fallimento sportivo e un peso per le casse. Oltre a creare ulteriore confusione tecnica in squadra, se quella rosa era stata costruita con poca qualità. Filosofie a confronto. Meglio scriverlo ora, tra l’altro. Non si sa mai cosa potrà accadere tra più di una settimana, con la ripresa delle gare dopo la sosta, visto che ormai, in questo calcio, si è legati solo ai risultati.