Adesso il problema vero è la successione. Perché all’orizzonte non c’è nessun Scavolini

Ario Costa, presidente della squadra di basket Vuelle, si dimette dopo 12 anni ma rivendica il lavoro svolto. La situazione è complicata, con contestazioni dei tifosi e nessun candidato chiaro per la successione. L'amministrazione comunale è coinvolta, dato l'investimento nel palasport. La decisione di Costa era stata presa una settimana fa.

"Non mi dimetto, lascio". Il distinguo. Poi: "Non diamo la squadra in mano al primo che passa per la strada". Un Ario Costa arrivato a fine corsa, ma che rivendica il lavoro fatto negli ultimi 12 anni che è stato alla guida della Vuelle. "Ci dovrebbero fare un monumento accanto alla fontana della piazza", aggiunge. Orgoglio per avere tenuto lo sport cittadino ai vertici nazionali "ed io non smetterò mai di indossare la maglia biancorossa", aggiunge. Perché chi da anni è stato accanto a lui precisa: "Abbiamo preso la Vuelle con un milione e 400 mila euro e con 700mila euro di debiti, una situazione disastrosa". Non molla Ario Costa per le contestazioni dei tifosi, molla per ragioni personali. Ma la situazione non è bella perché tutti i pissi pissi di questi ultimi due giorni, e cioè grandi gruppi che sarebbero disposti ad entrare in società, pare che siano completamenti inventati: il parco cretinate del web. Andrà di lusso se la famiglia Beretta resterà come sponsor della squadra anche la prossima stagione "perché questa è una società che ha un budget per reggere la A2", aggiunge Luciano Amadori.

Fenomeno sociale il basket, quello che coinvolge anche le signore che alla mattina vanno a fare la spesa, per cui del terremoto che è partito è stata coinvolta anche l’amministrazione comunale? La risposta di Ario Costa è stata questa: "Volevo chiamare il sindaco Ricci, ma poi non l’ho fatto. Ma immagino che qualcuno abbia riferito". Il sottinteso è il ruolo di Franco Arceci presidente del consorzio. Anche l’uomo, Arceci, che spinge per rivedere la catena di comando societario: un gruppo che decide con un amministratore delegato al quale delegare l’operatività.

Visto, da quello che sembra di capire, che non c’è nessun nuovo Scavolini all’orizzonte, il problema della successione di Ario Costa alla guida della Vuelle non sarà un problema di poco conto. Aria un po’ malinconica ed anche un po’ rancorosa quella che si respirava ieri al palasport della Torraccia. Accanto a Costa nessuno. Dietro ad ascoltare, oltre a Luciano Amadori e Franco Arceci anche Stefano Cioppi e Walter Magnifico. Non c’era nulla di particolare da capire visto che era già tutto scritto. Perché la decisione di Ario Costa di mollare tutto non è dell’altro ieri ma di una settimana fa. L’unico interrogativo che resta è questo: ci sarà un effetto domino all’interno del consiglio di d’amministrazione? Staremo a vedere.

In una città ‘tutte chiacchiere e distintivo’, adesso bisognerà vedere chi alzerà la mano per finire nel tritacarne della presidenza: eroi se si vince, da buttare nella cloaca quando si perde. Dietro le quinte di questa vicenda anche l’amministrazione comunale, perché dietro il fenomeno basket c’è anche un palasport costato un patrimonio e degno di una metropoli e non di una città che non arriva a 100mila abitanti. Una situazione molto complessa e delicata quella che è partita da ieri con le dimissioni di Ario Costa.