Al Presepe di San Marco 7mila visite: "Ma non devo ringraziare nessuno"

L’amarezza di don Marco Polverari, artefice della magnifica esposizione nelle cantine di Palazzo Fabbri "Mancano comunicazione e promozione. Facciamo tutto da soli. Invece la città dovrebbe appropriarsene".

Al Presepe di San Marco 7mila visite: "Ma non devo ringraziare  nessuno"
Al Presepe di San Marco 7mila visite: "Ma non devo ringraziare nessuno"

di Anna Marchetti

Boom di visitatori per il presepe di San Marco, allestito nelle cantine di Palazzo Fabbri: 7mila presenze dal 25 dicembre al 2 gennaio, 2mila in più rispetto allo scorso anno. Numeri che fanno del presepe creato 23 anni fa da don Marco Polverari un’opera unica, il vero punto di riferimento del Natale di Fano, "di cui la città – fa presente don Marco – dovrebbe appropriarsi: il presepe di San Marco attira gente". Don Marco è soddisfatto dell’interesse suscitato da quello che lui definisce "un vero e proprio museo" che si dovrebbe chiamare "I Diorami della storia della Salvezza": un’opera unica per il contenuto e lo stile, visitabile tutto l’anno e che si trova solo a Fano.

Una creazione artistica che si snoda in un percorso di 80 metri nelle cantine di Palazzo Fabbri, in un ambiente che è in grado di accogliere contemporaneamente 70 persone. A creare il fascino di questo percorso e a catturare l’attenzione dei tanti visitatori, piccoli e grandi, ci sono 600 personaggi, 200 movimenti alcuni creati appositamente per San Marco, 50 scene realizzate plasticamente e 150 riproduzioni delle scene bibliche.

Quest’anno don Marco è intervenuto sulla Natività, ampliando la scena con l’introduzione di un mulino ad acqua, con tanto di macina e con la presenza di un uomo che porta in spalla un sacco carico di cereali. Accanto al mulino, la stalla con il contadino impegnato nella mungitura e il latte raccolto nel contenitore. Inoltre sono state realizzate 2mila statuine di piccolissime dimensioni per animare di fedeli e sacerdoti piazza San Pietro durante una celebrazione, alla presenza del Papa. Tutto l’itinerario è pensato per essere una esposizione permanente.

"I visitatori arrivano solo attraverso il passaparola – fa però notare don Marco – e non certo per la comunicazione ufficiale o la promozione dell’evento: non ci è stato dedicato nemmeno un servizio da Rai 3. Molti si rammaricano per aver saputo all’ultimo momento del presepe e solo tramite passaparola. Invece è un’esposizione aperta tutto l’anno che potrebbe essere a disposizione della città e dei turisti".

Numeri incontestabili, anche se non generano indotto: i visitatori si limitano al presepe e non girano la città. "E’ vero, ma forse è la città che dovrebbe offrire qualcosa di più attraente, partendo proprio dal presepe di San Marco". Don Marco ha in mente qualcosa di preciso. "Non basta il solo riconoscimento verbale, serve qualcosa di più concreto". Intanto, per gli appassionati, dopo il 7 gennaio il presepe sarà aperto ogni domenica pomeriggio fino a Pasqua; su prenotazione e per gruppi, in qualsiasi giorno.