“Un altro minuto e morivo per soffocamento, un angelo mi ha salvato”

Il racconto di una giovane coppia e un "grazie ai medici, veramente bravi"

La coppia composta da Nicola e Concetta

La coppia composta da Nicola e Concetta

Pesaro, 27 ottobre 2023 – Un minuto . Quello che passa tra l’imboccare la via del cimitero ed invece tornare a casa e rivedere e guardare negli occhi la moglie e i due figli. "E questa storia la voglio raccontare perché un piccolo ospedale come il S.Croce si è comportato come un grande ospedale", dice Concetta Gentile che è un’operatrice socio sanitaria nel reparto di Ortopedia "e tutti i giorni arrivano lamentele di ogni genere, anche per un comodino spostato – continua –, ed invece quello che ho vissuto sulla mia pelle è la buona sanità in tutti i sensi".

Accanto a lei il marito, Nicola Bruno, 40 anni, dipendente della Profilglass, l’uomo del lieto fine, "perché mentre ero al pronto soccorso del Santa Croce ho sentito – racconta l’uomo – come se mi stessero strangolando. Non riuscivo più a respirare ed a quel punto è arrivato un angelo dal cielo, il dottor Emidio Cavani della rianimazione che ha usato un kit che si utilizza per la pediatria ed è riuscito ad infilare quel tubicino in gola facendo passare l’ossigeno. Un minuto in più e sarei morto. Una manovra che è stata lodata anche dagli altri medici che ho incontrato durante il mio ricovero. Poi non ricordo più nulla perché mi sono svegliato dopo tre giorni in rianimazione all’ospedale di Pesaro dove ero stato operato nel reparto di Otorinoloringoiatria. Una storia personale, la mia, ma che ci tengo a raccontare anche perché nella sanità si va sempre di più privatizzando mentre invece, alla luce della mia esperienza, il pubblico dovrebbe essere rafforzato e questi medici andrebbero premiati. Perché questa che ho vissuto è buona sanità".

Una storia quella di Nicola Bruno che parte in maniera diversa: "Ho sentito la gola, subito dopo mangiato, che mi si ingrossava ed ho pensato ad una reazione allergica ai funghi che avevo mangiato poco prima. Così sono corso al pronto soccorso. Ma i funghi non c’entravano nulla perché avevo un ascesso faringeo asfittico che ha creato un tappo in gola per cui ad un certo punto non riuscivo più a respirare". Da Fano poi la corsa all’ospedale di Pesaro "dove mi è stata poi praticata una tracheotomia".

Un percorso all’interno dei due ospedali dove questa coppia ha trovato comprensione, professionalità e persone piene di umanità. Poi i medici Luca D’Ascanio e Mario Pandolfini, due professionisti che la coppia vuole ricordare in questo grazie pubblico.

" Tutta la mia famiglia che ha vissuto nell’angoscia questi brutti i giorni, vuole ringraziare ed elogiare il reparto di pronto soccorso di Fano, la rianimazione sia del Santa Croce che del San Salvatore di Pesaro e tutto il reparto di Otorinoloringoiatria. Grazie a tutti vuoi per quanto avete fatto e per il trattamento che ho ricevuto io e la mia famiglia, anche se un elogio speciale va ad Emilio Cavani". E cioè il medico che ha preso un tubicino che si usa in pediatria per perforare un blocco di sangue che ostruiva la respirazione.

"Quando ha riaperto gli occhi mio marito avevo timore che non mi riconoscesse – racconta la moglie Concetta –. Invece no. Mi ha sorriso e mi ha mandato con la mano un bacio da portare anche ai nostri due figli", racconta piangendo.