Cantiano, il 70 per cento rimane senza aiuti

Di 143 alluvionati che hanno avuto danni importanti alla propria casa o negozio o capannone, solo 43 hanno diritto al risarcimento

Cantiano, il 70 per cento rimane senza aiuti

L’immagine simbolo dell’alluvione di Cantiano del 15 settembre 2022 col paese travolto dal. Burano

Arrivano i risarcimenti per l’alluvione del 15 settembre 2022. Ma c’è un problema: il 70 per cento dei cantianesi danneggiati sarà escluso dalla seconda fase di ristoro dei danni dell’alluvione. Non hanno le case conformi alla planimetria, magari una finestra in più o una porta, e questo li ha di fatto esclusi. Scrive il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini: "Il 31 marzo ci sarà la quarta, credo ormai ultima, proroga per la presentazione delle domande di ristoro per i danni subìti dall’alluvione del settembre 2022 e riguarda cittadini ed imprese. E’ la fase riguardante i ristori sostanziali, certificati tramite perizie di tecnici professionisti, rispetto alla quali la Regione Marche riconoscerà una percentuale sui danni subiti (ci auguriamo tendente al 100%) e comunque nei limiti di contribuzione massima fissata dalla norma di riferimento".

"Ci rammarica però certificare – scrive Piccini – che a fronte di 143 potenziali richiedenti, ovvero proprietari di abitazioni (prime case e seconde abitazioni), con danni superiori ai 5.000 euro (esclusi quindi quelli già totalmente ristorati con la prima fase di ristoro gestita dal Comune), sono solo 42 le istanze di ristoro presentate. Il principale motivo di una esclusione così importante è legato al requisito della conformità urbanistica e catastale dell’immobile, requisito che viene richiesto alla data dell’evento calamitoso (15 settembre 2022) e non alla data di presentazione della richiesta di ristoro, con la possibilità della sanatoria, così come invece viene concesso per l’alluvione del maggio 2023 dell’Emilia Romagna e che comprende anche alcuni Comuni della nostra Provincia". "Una difformità di trattamento – dice il sindaco Piccini – che è emersa, in maniera chiara, nell’ultima riunione tra Comuni alluvionati, Regione e Protezione civile. In Emilia Romagna la norma nazionale è stata modificata tramite atto parlamentare e pertanto c’è stata quindi una volontà politica di introdurre dei correttivi in modo che non si pregiudicasse l’accesso ai ristori".

"Ci dispiace costatare - scrive Piccini – come confermato dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, la mancanza di un’analoga volontà politica nelle Marche, dove la mancata introduzione di piccole modifiche procedurali ha negato, di fatto, la possibilità di ristoro al oltre il 70% dei cittadini cantianesi. Due alluvioni, a poca distanza di tempo e di chilometri, stessi cittadini con stessi problemi, trattati in maniera diversa. Questa non è una presa di posizione politica ma è la triste realtà, ed a rimetterci sono sempre cittadini ed imprese".