Doppio presidio, la lotta continua dei trattori

Mezzi in piazza della Repubblica e al monumento di Raffaello: fatto anche un breve corteo nella zona vicina al Consorzio

Doppio presidio, la lotta continua dei trattori

Doppio presidio, la lotta continua dei trattori

Un’occupazione pacifica della capitale del Rinascimento: è ciò che è stato ieri mattina per Urbino, che si è svegliata con due presìdi nei suoi luoghi simbolo. In piazza della Repubblica, cuore della città, e al monumento a Raffaello, nei pressi del frequentatissimo mercato settimanale si stagliavano le ruote di alcuni enormi trattori. Un’inedita presenza per i sampietrini urbinati. L’invasione dei trattori, che erano ‘accampati’ da venerdì nei pressi del Consorzio, era stata regolarmente autorizzata dalle forze di polizia e l’intento non era la creazione di disagi, stavolta. Infatti, a parte un breve corteo che si è dispiegato nella zona vicina al Consorzio, l’attività di ieri è stata prevalentemente informativa, anche se gli animi degli agricoltori restano agguerriti: "Le motivazioni che ci hanno portati fin nel centro di Urbino – ci hanno detto Davide e Tiziano Nucci, da Auditore – sono l’essere più vicini alla gente, fare volantinaggio, spiegare di persona le nostre ragioni. Spesso in televisione si vedono solo i blocchi stradali, ma noi siamo gente normale, come tutti, che si è stancata di veder calpestati i nostri diritti ma anche quelli dei consumatori. Siamo venuti qui per informare quante più persone possibili su due temi principali: la qualità, scarsissima, di ciò che arriva sulla loro tavola, causata dal fatto che dall’estero si importano grano e materie prime prodotte con standard bassissimi e ben diversi dai nostri prodotti genuini. L’altro tema è la forbice ingiustificabile tra quanto veniamo pagati noi agricoltori e i prezzi al pubblico. Noi non campiamo e ci servono i contributi, i consumatori tirano sempre più la cinghia e il risultato è che ci guadagna solo chi è nel mezzo della catena".

Il gruppo provinciale di Pesaro e Urbino, nato spontaneamente su Whatsapp, consta di circa 900 partecipanti e non ha bandiera, sigla o colore. "Siamo iscritti ad associazioni diverse, ma ci unisce la preoccupazione – dicono -: noi produciamo un prodotto di serie A, con tante e giuste restrizioni, ma non lo mangiamo perché da noi arriva il grano canadese e i nostri cereali spesso vanno sulle tavole dei ricchi all’estero. Ha senso tutto ciò? Non vogliamo contributi maggiori, ci basterebbe un pagamento equo e fondi assegnati solo ai veri agricoltori, non alle grandi aziende". I trattori non si fermano: promettono altri volantinaggi, presìdi e cortei in provincia.