E’ Urbino l’ateneo più attraente delle Marche

Prima tra le Università regionali, in base ai dati dell’Anagrafe nazionale: oltre il 50% degli studenti iscritti quest’anno proviene da fuori

E’ Urbino l’ateneo più attraente delle Marche
E’ Urbino l’ateneo più attraente delle Marche

L’Università di Urbino è la più attrattiva delle Marche per gli studenti che di fuori regione. A certificarlo sono gli ultimi dati consolidati forniti dell’Anagrafe nazionale studenti, relativi al 2021-22 e poi elaborati da Uniurb, che rivelano come le Marche siano la quarta regione d’Italia per attrattività, con il 38% di universitari arrivato da fuori, e la Carlo Bo ne guidi i quattro atenei: il 51% dei suoi iscritti è non marchigiano. "Il centro Italia attrae ancora, a livello di studio, ma bisognerà attuare delle politiche per permettere di arrivarci meglio e restarci – sottolinea il prorettore alla Didattica, Giovanni Boccia Artieri –. Il tema di trasporti e residenze per studenti (probabilmente, la nostra capacità di attrarre deriva anche dall’avere i Collegi De Carlo) non si potrà più rimandare, sarà vitale pure per la sopravvivenza del nostro ateneo, in futuro. In particolare, servono migliori collegamenti verso la costa. Tutto ciò diventa ancora più importante se consideriamo che la maggior parte dei nostri iscritti, oggi, proviene dalle Marche (49%) e da una regione vicina come l’Emilia-Romagna (22%): parliamo del 71%, una tendenza in crescita da tempo. Alla base di ciò stanno vari fattori, ma soprattutto lo spostamento sempre più verso nord degli studenti".

Una migrazione che influisce e influirà sulle immatricolazioni di tante università, compresa la Carlo Bo, anche se la situazione, qui, è ancora positiva: "C’è un consolidamento della cifra, seppur con un lieve ribasso, che però è fisiologico rispetto a quanto sta accadendo in Italia – afferma il prorettore –. Tante iscrizioni si stanno spostando a nord, anche se noi non siamo così a sud, quindi ne risentiamo meno: il dato definitivo del 2023/24 lo avremo dopo il 31 marzo, alla chiusura delle immatricolazioni. Poi, però, dovremo fare tutti i conti con il progressivo calo delle nascite, che corrisponderà a una minor popolazione universitaria e già si fa sentire. Stando ai dati Istat, per i prossimi 10 anni ci aspettiamo un riassestamento del sistema su numeri minori, a livello nazionale".

Un calo, a Uniurb, c’è stato nel numero generale di iscrizioni (la somma di immatricolati e iscritti ad altri anni di corso), ma il prorettore non legge il dato come negativo: "Di recente abbiamo accelerato i tempi per la laurea e questo porta a meno iscritti. Inoltre, accanto al calo strutturale che riguarderà tutti – non farci i conti vorrebbe dire non conoscere la realtà – c’è la nostra volontà di mantenere uno standard alto per gli studenti: tra le azioni attuate per offrire lauree sempre più qualificanti, c’è stato l’inserimento di un numero limite di iscritti per alcuni corsi, cosa che ha influito". A proposito di accelerazione della carriera universitaria, la Carlo Bo sta per adottare un cambiamento per le lauree triennali: "Da giugno in poi, in questi corsi distingueremo il momento di valutazione dell’elaborato finale da quello della proclamazione, che si faranno in due giorni diversi – spiega Boccia Artieri –. È una modalità che già si attua in altre realtà e che sperimenteremo. Questo permetterà agli studenti di chiedere la tesi già all’inizio dell’ultimo anno di studi e di gestirne meglio lo sviluppo, tra gli esami, anche con un minor carico di stress. Così, pure i docenti potranno seguire i propri tesisti in maniera migliore. Si entra in una dimensione diversa, diluendo l’impegno e rendendo più semplice per tutti seguire questo tipo di processo. Nulla cambierà per lauree magistrali e dottorati".

Nicola Petricca