Il Pincio in balìa delle gang. "Abbiamo paura"

L’ultimo episodio è stato l’assalto ai distributori di snack. La titolare: "Riapriremo il prima possibile. Non ci facciamo piegare da nessuno"

Il Pincio in balìa delle gang. "Abbiamo paura"

Il Pincio in balìa delle gang. "Abbiamo paura"

di Tiziana Petrelli

"Riapriremo il prima possibile, perché non ci facciamo piegare da nessuno". Fanno pensare le parole di Shonia Lorenzetti, titolare del negoziodistributore di snack e bevande al Pincio, che l’altra mattina è stato distrutto da un uomo di colore a colpi di tubo innocenti. Prima il vandalo ha fracassato i vetri dei tre distributori, poi ha distrutto la macchinetta del caffè e infine ha lanciato il tubo idraulico che brandiva, contro la telecamera di video sorveglianza, provocando un buco nel muro di cartongesso.

"Ho visto il video - prosegue Shonia -. Da come l’ho interpretato io, sembra un lavoro su commissione. E’ arrivato talmente deciso e con il volto coperto… saranno poi gli investigatori a fare chiarezza sull’accaduto, io non sono una criminologa, ma penso che un contro è uno che entra e si infastidisce perché la macchinetta gli mangia i soldi, non gli ha erogato il prodotto… ci può stare che te la prendi con il distributore, magari dandogli una botta per far venir giù la roba. Ma venire qui con una mazza, spaccare tutto senza aver fruito di nulla, mi dà un po’ da pensare".

Perché? In passato avete forse ricevuto minacce? "No, mai. E francamente non so chi possa avercela con noi e perché. Noi siamo cittadini onesti che hanno sempre collaborato con le forze dell’ordine, dando loro le immagini delle nostre telecamere di video sorveglianza". E forse è proprio questo il punto. "Spesso gruppi diversi di individui - prosegue - a volte macedoni altre marocchini, sudafricani… bivaccavano li dentro. Spesso i miei fratelli, che vanno a caricare le macchinette, li hanno sorpresi e ripresi. Ma è rischioso pure dirgli qualcosa, si possono prendere degli spintoni, talmente tanta è la prepotenza. Sono diversi gruppetti. Abbiamo fatto anche una denuncia di spaccio. Una volta infatti hanno preso anche le sedie dall’attività accanto per stare più comodi nel fare i loro affari". Per i commercianti del Pincio, quello non è un luogo sicuro.

"Di giorno tanto quanto, perché c’è un passaggio continuo di persone e anche di forze dell’ordine. Ma tu li vedi questi gruppetti che si dileguano quando arrivano i poliziotti e poi ritornano in massa quando vanno via. Di notte è pure peggio". Il paradosso è che oltre ad essere minacciati, i commercianti finiscono pure nei guai a causa di questi balordi. "Uno di noi ha avuto da ridire con un macedone ubriaco, che staziona spesso qui e diventa molto violento - ci hanno riferito tutti -. Una volta è entrato in un’attività, voleva dei soldi. Ma nel ribellarsi, il commerciante gli ha fatto cadere il cellulare che si è rotto. E lui, l’ubriaco, ha denunciato il commerciante che ha dovuto risarcirlo".

Oltre ai criminali veri, c’è anche la piccola delinquenza giovanile a rendere insicura la zona e i residenti si dicono stanchi di non vedere migliorare la situazione, nonostante le quotidiane denunce. "Ci sono gruppi di ragazzini - ci raccontano, chiedendoci l’anonimato per paura di ritorsioni - che si sfidano a colpi di minacce. Una volta si tiravano la roba dai giardini in alto fin qui sotto". Con rischio anche per le persone di passaggio. "L’hanno riqualificato ed ora è molto bello, il Pincio, ma la situazione è rimasta tale e quale a prima. Se non peggio".