Le Poste mettono telecamere ovunque

Poste Italiane installa 236 telecamere in 48 sedi per aumentare la sicurezza urbana. L'iniziativa fa parte del progetto "Sophia" per una videosorveglianza più efficace e coordinata.

Le Poste mettono telecamere ovunque

Il patto sulla sicurezza ieri in prefettura tra Poste, Prefettura e la Provincia

Sono in totale 236 le telecamere che Poste Italiane installerà in 48 delle sue differenti sedi sparse in tutta la provincia, per incrementare la sicurezza urbana di tutto il territorio. L’iniziativa, sottoscritta ieri mattina dal prefetto Emanuela Saveria Greco e Lorenzo Mori, responsabile Tutela aziendale centro-nord di Poste Italiane, rientra nel piano strategico di mappatura della città (e non solo) promosso dal progetto "Sophia": un patto di sicurezza e di intesa attivato lo scorso dicembre dalla Prefettura per rendere sempre più sicuro il contesto sociale di tutta la provincia, superando un sistema provinciale di videosorveglianza frammentario attraverso un approccio multisettoriale.

"Ci auguriamo che sotto lo slancio che ha promosso stamattina l’iniziativa di collaborazione prevista con Poste Italiane, si possa ampliare il raggio di azione includendo anche altre associazioni di categoria, in modo da avere tutto il territorio coperto dalla mappatura che utilizza i servizi di sorveglianza digitale – ha sottolineato il prefetto -. Avere la sicurezza che, qualora dovesse esserci un reato, quelle immagini possono essere assunte immediatamente è una cosa fondamentale per le future indagini".

Lo scopo dell’iniziativa da un lato si pone come deterrente per i malintenzionati e, dall’altro, rende immediato il lavoro di acquisizione delle immagini. Il patto, che era stato sottoscritto anche dai sindaci del territorio e dal presidente della Provincia Giuseppe Paolini, ora ha aggiunto un tassello ulteriore alla sua azione strategica.

"Poste Italiane da sempre si mostra vicina agli aspetti sociali con una rete di sicurezza molto sviluppata che, soprattutto oggi, viene messa a disposizione della città e dei cittadini – ha proseguito Lorenzo Mori di Poste Italiane -. Potremmo valutare anche un’estensione dell’iniziativa in altre parti d’Italia ma per ora prendiamo coscienza di quello che abbiamo fatto ora".

Il cuore del progetto parte dalla geolocalizzazione dei telefonini e si propone di risalire in tempo reale all’ubicazione e ai referenti tecnici di tutti gli impianti censiti, accelerando l’acquisizione dei dati da parte delle forze di polizia.

Giorgia Monticelli