L’esperto "Ma c’è una possibilità. Si paga il residuo e lo si detrae"

Giorgio Gavelli, dottore commercialista di Forlì e collaboratore per la stampa specialistica, consiglia: "Per mantenere il bonus, i ’capienti’ paghino i lavori mancati entro il 2023 con recupero dei costi in 4 anni".

L’esperto "Ma c’è una possibilità. Si paga il residuo e lo si detrae"
L’esperto "Ma c’è una possibilità. Si paga il residuo e lo si detrae"

Abbiamo chiesto a Giorgio Gavelli, dottore commercialista iscritto all’Ordine di Forlì collaboratore abituale su materie specialistiche, come il Superbonus, con giornali economici, quali scelte potrebbero adottare i tanti condomini che non sono riusciti a chiudere i lavori entro oggi col bonus 110%.

Dottor Gavelli, i condomini, che hanno affidato i lavori ad un general contractor, non riuscendo a finire i lavori da computo metrico e quadro economico entro oggi, quali possibilità hanno di mantenere il bonus 110%? Anticipare al fornitore unico le spese ancora da fare per lavori ultimativi nel 2024 oppure non c’è scelta che scendere al 70 per cento?

"In primo luogo occorre distinguere tra coloro che intendono detrarre il superbonus in dichiarazione e coloro, invece, che ricorrono alla cessione del credito o allo sconto in fattura da parte del fornitore. Nel primo caso (detrazione), che però interessa la minoranza dei contribuenti anche per via della capienza di imposte nelle varie annualità necessaria per sfruttare il bonus, è possibile pagare in anticipo nel 2023 interventi da realizzarsi nel 2024 e iniziare a detrarli con la dichiarazione relativa al 2023, a condizione che poi tali interventi siano concretamente realizzati e completati. Sconto in fattura e cessione del credito necessitano invece – secondo le indicazione dell’Agenzia delle Entrate - che a fine anno ci sia un allineamento tra lavori pagati (o “scontati”) e lavori realizzati, non è quindi possibile pagare in anticipo lavori da realizzare nel 2024, poiché tali spese potrebbero solo essere portate in detrazione. Il problema non si risolve pagando direttamente i subfornitori perché (oltre a contravvenire agli accordi contrattuali esponendosi a contestazioni) resta il problema che si pagherebbero in anticipo lavori non ancora realizzati, per cui nemmeno i subfornitori potrebbero concedere lo sconto in fattura nel 2023. Né, in caso di pagamento di acconti, si troverebbe un domani qualcuno disposto a comprare un credito che non è assistito da un Sal. Per i pagamenti (o gli sconti in fattura) del 2024 nei condomini il Superbonus scende al 70% e acquisisce la data in cui si effettua il bonifico “tracciato” del 30% (o del 100% se manca lo “sconto in fattura”) del corrispettivo.

E’ possibile inserire nel Sal (stato di avanzamento lavori) il costo del materiale portato in cantiere che va però montato nel 2024 pagando una fattura in anticipo da parte dei capienti per la posa in opera in modo da mantenere il bonus?

Non c’è una risposta ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, per cui meglio essere prudenti. Alcuni interpreti sostengono che inserire in un Sal è possibile sulla base della definizione normativa del Sal presente nella legislazione sugli appalti pubblici ma è una opinione e non c’è nulla di certo".

Quali sono le condizioni richieste per portare direttamente in detrazione le spese affrontate ai fini del superbonus 110%? Occorre un Sal specifico oppure è sufficiente una semplice dichiarazione di conformità a cantiere e Cilas chiusi?

"Oltre a tutti gli altri requisiti necessari ai fini del Superbonus (o dei bonus cosiddetti “minori”), in caso di detrazione è sufficiente pagare nel periodo agevolato con bonifico tracciato, anche lavori che verranno eseguiti successivamente, senza alcun bisogno di SAL. L’importante è che poi i lavori siano concretamente realizzati e terminati secondo normativa e che vi sia capienza in dichiarazione per sfruttare il bonus. Ovviamente la CILAS (in caso di Superbonus) verrà chiusa a fine lavori".