"Matteo ha donato la vita a tanti". Il messaggio di una trapiantata alla mamma del giovane morto

La testimonianza di Annalisa Belfortini, che nel 2020 ha ricevuto un rene: "Qualcosa che fa rinascere"

"Alla mamma di Matteo vorrei dire che suo figlio ha donato una vita nuova a tante persone. Dopo un trapianto si rinasce". Annalisa Belfortini, 70 anni di Pesaro, ha ricevuto un trapianto di reni da donatore 4 anni fa. Lei stessa è volontaria Aido.

Dopo aver appreso la notizia della straordinaria prova di generosità da parte del 28enne Matteo Ridolfi, Annalisa ha voluto rendere la propria testimonianza dal punto di vista di chi, al contrario, il dono l’ha ricevuto. Al giovane residente di Vallefoglia, dopo la constatazione della morte cerebrale, venerdì scorso sono stati espiantati gli organi per sua espressa manifestazione di consenso prestata in vita in occasione del rinnovo della propria carta di identità. Neanche la mamma del giovane, Gigliola Ridolfi, era inizialmente a conoscenza di questa scelta e ha accettato con gratitudine e ammirazione il fatto che suo figlio, fino all’ultimo, avesse scelto di donarsi agli altri.

"Ho ricevuto il trapianto 4 anni fa, in pieno Covid – racconta -. Ormai ero convinta di non poterlo più fare, avevo 66 anni ed ero in lista da circa 7 anni. Intorno alle 18,30 di venerdì 3 aprile, di ritorno dalla dialisi, ricevo una telefonata da una persona che parlava in maniera concitata. Inizialmente ho pensato si trattasse di marketing telefonico e così ho richiuso il telefono. Mi hanno richiamato ed era l’ospedale di Siena e la persona all’altro capo del filo mi diceva di andare subito da loro perché era disponibile il trapianto. Sono partita immediatamente: alle 4 del mattino ero in reparto e, dopo gli ultimi controlli, alle 7,30 del mattino, mi hanno operata. Il giorno dopo ero già seduta sul letto e il secondo giorno mi hanno fatta alzare. Ricordo ancora l’emozione di poter bere l’acqua quando per tanto tempo, durante la dialisi, non potevo farlo. Il dono che ho ricevuto, nel mio caso da parte di un 74enne deceduto a seguito di un’emorragia cerebrale, l’ho accettato fin da subito e gli ho da subito voluto bene. Non l’ho mai sentito come estraneo. Ricevere un dono come questo presuppone un impegno quotidiano a preservarlo e i miei sforzi vanno in questa direzione, nel seguire le terapie e prendermi cura di me".

La gratitudine di Annalisa si rivolge al proprio donatore di cui, come da protocollo, non conosce l’identità ma anche nei confronti di tutto il personale medico sia di Pesaro sia di Siena. "Tutti gli anni, quando cade l’anniversario del trapianto, faccio dire una messa in suffragio del mio donatore per ringraziarlo di avermi donato nuovamente la vita".

Solidarietà e riconoscenza viene espressa nei confronti della mamma di Matteo anche da parte dell’Aido di Pesaro. "Esprimiamo la nostra gratitudine per il lodevole gesto di Matteo – commenta il presidente provinciale Aido Gabriele Riciputi -, e le nostre condoglianze alla famiglia. Nel nostro Comune sono circa 1200 i cittadini che tramite la nostra associazione hanno espresso il proprio consenso a cui si aggiungono quelli che, come Matteo, avevano manifestato la propria volontà all’atto del rinnovo della carta di identità. Notiamo che da parte dei giovani c’è una più spiccata sensibilità nei confronti di questo tema rispetto alle persone più in là con gli anni e intendiamo sensibilizzare tutti verso questa scelta anche con campagne di promozione nelle piazze e nelle scuole".